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Pescara, 26/04/2026
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07/08/2009
Il Messaggero
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Seggi in vendita, Cicchitto indagato con Aracu. Il capogruppo del Pdl alla Camera è accusato di ricettazione, svolta nell'inchiesta Sanitopoli
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Lo scandalo della sanità abruzzese si apre ai vertici nazionali di Forza Italia, oggi Pdl. E sul registro degli indagati, dopo l'ex coordinatore regionale azzurro, Sabatino Aracu, finisce anche l'attuale capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Nei suoi confronti i magistrati del pool che indagano sulla sanitopoli e sulle tangenti (15 milioni di euro) versate dall'imprenditore della sanità privata Vincenzo Angelini all'ex governatore Ottaviano Del Turco e ai suoi fedelissimi, ipotizzano al momento il reato di ricettazione: un passaggio formale per andare a scavare in questa brutta storia di mala politica per poi semmai inquadrare ancor meglio la posizione di Cicchitto. A mettere nei guai uno degli uomini forti del partito del presidente del consiglio, è stato il superteste di questa tranche della sanitopoli: la ex moglie di Aracu, Maria Maurizio, più volte ascoltata dai magistrati pescaresi Trifuoggi, Di Florio e Bellelli che continuano a lavorare su questo scandalo. Cicchitto è il referente nazionale di Aracu: a lui l'ex coordinatore regionale di Forza Italia in Abruzzo (numero uno del partito all'epoca dei fatti che riguardano l'inchiesta) avrebbe versato diverse centinaia di miglia di euro (si parla di circa 500 mila euro l'anno) che al momento non avrebbero trovato riscontro nella contabilità del partito. Soldi che arrivavano da Angelini, che spesso li consegnava di persona ad Aracu, quando non utilizzava l'ex manager della Asl di Chieti e presunto collettore di tangenti del centrodestra, Luigi Conga. E' sempre la signora Maurizio a rivelarlo nel memoriale: «Cicchitto assicurava a mio marito che gli avrebbe conservato l'incarico di coordinatore regionale in considerazione delle attenzioni riservategli». Tutto questo fino a quando, spremuto a dovere, Angelini non decise di rapportarsi direttamente con i vertici di Forza Italia, senza il filtro di Aracu, recandosi personalmente da Cicchitto a Roma. Un passaggio che venne consacrato con quel versamento ufficiale e regolare di 500 mila euro che Angelini fece a suo tempo a Fi. «Esprimo la mia solidarietà umana e politica - scrive dopo le anticipazioni de l'Espresso il vicepresidente dei senatori, Gaetano Quagliarello - a Fabrizio Cicchitto, oggetto di dichiarazioni calunniose e prive di qualsiasi fondamento, come tra l'altro ha dimostrato il senatore Piccone evidenziando l'assoluta incongruenza temporale della signora Maurizio. Per quella che è stata la mia esperienza in Abruzzo so bene quanti veleni e quante calunnie abbiano appestato negli ultimi anni questa regione». Ma Aracu, secondo le accuse della ex moglie, prendeva soldi anche da altri come ad esempio l'attuale senatore del Pdl, Filippo Piccone, oggi uomo forte del partito in Abruzzo. Piccone avrebbe versato 600 mila euro ad Aracu per diventare senatore e 150 mila di quei soldi Aracu sarebbe stato "costretto" a versarli a Cicchitto: questa l'accusa che al momento non ha ancora trovato riscontri e che lo stesso interessato smentisce con una breve nota. «Chi ha inventato questa corbelleria - scrive Piccone - avrebbe potuto quantomeno mantenere il senso delle proporzioni per rendere verosimili le sue calunnie. La mia prima candidatura al Senato risale al 2006. L'onorevole Aracu dall'estate del 2005 già non era più coordinatore di Forza Italia. Tanto basti a rendere l'idea della credibilità di tali insinuazioni».
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