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Pescara, 26/04/2026
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Data: 10/08/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Filovia, si riapre lo scontro sull'appalto sbloccato. Sorgentone: «L'aula non ha dato l'ok all'opera». Acerbo (Prc) e Frattarelli (Pd): piano da rivedere

PESCARA. Si riaccendono le polemiche sul progetto della filovia. Ieri, si è registrata una raffica di reazioni all'annuncio del vice sindaco, Fiorilli, dello sblocco dell'appalto da 31 milioni con la cessione delle aree alla Gtm. Il presidente dell'associazione Strada parco, Sorgentone, ha detto che i lavori non potranno partire senza il pronunciamento del consiglio sull'intervento. Duri i commenti giunti anche da Rifondazione e dal Pd.
La prima reazione è arrivata da Sorgentone. «Ricordo che la delibera del consiglio, numero 106, del 21 luglio 2008», spiega, «dice espressamente: preliminarmente al rilascio di qualsiasi autorizzazione da parte del Comune o della Gtm, il consiglio dovrà esaminare il progetto esecutivo dell'opera, come previsto dal protocollo d'intesa del 10 dicembre 2002, tra Comune di Pescara, Regione e Gtm». «Quindi, la consegna dei lavori», prosegue il presidente dell'associazione, «non è un atto unilaterale dell'assessore, ma discende da una delibera del consiglio che finora non c'è stata. In quella sede i consiglieri comunali, in libertà di coscienza, saranno chiamati a verificare se l'opera risponda agli obiettivi dichiarati».
Dello stesso tono le dichiarazioni del consigliere comunale di Rifondazione, Maurizio Acerbo. «Invito il vice sindaco, Fiorilli e tutto il centrodestra», dice, «a non procedere senza un approfondito dibattito, in commissione e in consiglio, su un progetto su cui si è tanto polemizzato, ma poco studiato. Credo che molti aspetti del progetto meritino un'adeguata verifica, a partire dalle compatibilità finanziarie: gli elevati costi di gestione ricadranno sulle spalle del Comune».
Secondo il consigliere di Circoscrizione del Pd e segretario dei giovani democratici, Mirko Frattarelli, «la filovia sulla strada parco poteva essere un progetto allettante 15 anni fa, ma certamente non oggi». «E' un progetto vecchio, datato, che riporterà Pescara indietro di 50 anni, quando la ferrovia spaccava la città in due parti», prosegue Frattarelli, «invito il presidente della Gtm, Michele Russo, a rivedere il progetto e a rendersi conto di cosa subirà la città con questa opera. Saremo noi giovani a pagarne le conseguenze. Magari sarebbe più proficuo mandare in pensione i vecchi bus».(a.ben.)

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