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Data: 10/08/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Gabbie salariali, sì del premier. «Bisogna tenere conto del costo della vita». Critiche da Pd e Idv

Casini: alla Lega la golden share della maggioranza

ROMA. Il presidente del Consiglio chiude le polemiche sul partito del sud («è solo una rappresentazione della stampa») annuncia il suo «new deal» per il Mezzogiorno. Ma in un'intervista al Mattino non scorda le richieste della Lega e apre all'ipotesi di agganciare i salari al costo della vita, in altri termini, le gabbie salariali. Esulta il Carroccio che da tempo porta avanti questa battaglia, rilanciata anche sabato sera da Pontida da Bossi in persona che ha sottolineato che «la vita al nord è più cara che al sud».
La maggioranza incassa dunque le rassicurazioni del premier sul Mezzogiorno, mentre l'opposizione va all'attacco sulle gabbie. Le aperture del capo del governo su questo tema, è il ritornello nel centrosinistra, significano una cosa sola: sono Bossi e i suoi ad avere il bastone del comando nel governo.
L'intervista di Berlusconi è comunque improntata a rassicurare tutti gli alleati. E dunque, c'è la conferma di un piano decennale per la crescita del meridione comprensivo anche di una Agenzia per il sud che sarà da lui presieduta (ma niente Cassa del Mezzogiorno). E poi c'è la proposta sui salari che piace alla Lega. «Quanto alle gabbie salariali - dice Berlusconi - tutti condividono l'esigenza di rapportare retribuzione e costo della vita al territorio. Legare i salari ai diversi livelli del costo della vita fra sud e nord risponde a criteri di razionalità economica e giustizia». Non si tratta di'gabbie salariali', avverte però il ministro dell'Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, ma di forme di contrattazione regionale mentre il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, precisa che non ci sarà nessun intervento dall'alto.
La Lega esulta. «Il premier - dice Roberto Calderoli - profitta con intelligenza della fucina di idee che la Lega mette in campo e lo fa amabilmente». L'opposizione, invece, è sulle barricate. «Un'altra volta Berlusconi si è piegato alle richieste della Lega», dice il segretario del Pd Dario Franceschini. «I salari non si regolano per legge», sottolinea, ma vanno affidati alla contrattazione, «magari decentrata».
Per il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini «è stata concessa alla Lega la golden share di questa maggioranza e oggi tutto ruota intorno all'iniziativa leghista». Insomma, aggiunge il Pd con il responsabile Lavoro Cesare Damiano, «le differenze salariali tra nord e sud già esistono per cui parlare di gabbie è pura propaganda». Contraria a questo tipo di ipotesi è anche l'Italia dei Valori.

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