L'IDEA LEGHISTA Giuliano Cazzola (Pdl): «Nessuno si offenda Il lavoro sommerso prova che ce n'è bisogno»
ROMA. S'infiamma lo scontro sulle gabbie salariali proposte dalla Lega e dopo che Berlusconi ha aperto alle parole di Bossi, sostenendo che «è giusto legare le retribuzioni al costo della vita e al territorio». I sindacati stroncano ogni possibile discussione mentre, secondo un sondaggio di Ipr Marketing, al Nord 3 cittadini su 4 sono favorevoli alle «gabbie» mentre al Sud la situazione si ribalta, con il 70% dei contrari e solo il 30% di favorevoli.
Nel dibattito entra Giuliano Cazzola, ex sindacalista della Cgil e ora parlamentare del Pdl, oltre che vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera. «Farebbero bene i dirigenti del Sud, uomini politici e sindacali - dice Cazzola - a rivendicare un trattamento differenziato, piuttosto che considerarlo una specie di onta, perchè il problema del Sud è il lavoro sommerso, e il lavoro sommerso è la prova provata che l'economia meridionale non riesce a stare a regole uniformi stabilite a livello nazionale». «Detto questo - aggiunge il deputato del Pdl - la tecnica delle zone è sicuramente superata. Io sono perchè queste cose si definiscano contrattualmente e non per legge».
I sindacati, invece, alzano un vero e proprio sbarramento. «Stabilire i salari per legge sarebbe un ritorno all'Unione Sovietica - dice Raffaele Bonanni, segretario della Cisl - perchè verrebbero scavalcate le parti sociali, proprio dopo aver definito il nuovo impianto contrattuale». Contrario Angeletti (Uil): «Le gabbie sono una stupidità, perchè il salario e le retribuzioni compensano il lavoro come si fa e non dove si fa. E' una questione assolutamente impraticabile dal punto di vista tecnico e, a questo punto, la considero solo una polemica estiva». «Non è un romanzo d'agosto - gli ribatte Maurizio Fugatti, deputato legista del Trentino - perchè l'analisi di Bankitalia sostiene che al Sud il costo della vita è più basso del 17% rispetto al nord. A questo sommiamo che a nord di Roma ogni cittadino riceve, sottoforma di spesa pubblica, in media 2.200 euro in meno rispetto a quanto paga di tasse. A sud di Roma, invece, si mettono in tasca 2.700 euro in più di quanto pagano. Questo fa capire perchè al Nord il tema delle gabbie sia molto sentito». L'idea delle «gabbie» non trova d'accordo l'Ugl, il sindacato di destra, vicino alle posizioni dell'ex Alleanza Nazionale. «Sono un errore che penalizzerebbe ancora di più il Sud - dice la segretaria Renata Polverini - e in più verrebbe vanificato l'obiettivo di premiare i livelli di produttività».
Parla di «idea vecchia e superata» il segretario del Pd, Dario Franceschini. «Le gabbie - aggiunge - sono state bocciate da Confindustria e sindacati e mi stupisco che Berlusconi le rilanci. Inoltre si lascerebbero immutati gli stipendi al Nord mentre quelli al Sud diminuirebbero».
Il presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo, spende poche parole: «La sola definizione di gabbie fa schifo. Berlusconi si appiattisce sulla linea di Pontida». E il suo collega Loiero (presidente della Calabria) aggiunge: «Il timone del Paese è saldamente in mano alla Lega. E' Bossi a indicare una rotta che emargina il Sud e disgrega l'unità nazionale». Spiega la linea del Pdl il presidente dei deputati, Cicchitto: «Non ci sarà una legge che stabilirà i differenziali salariali fra Nord e Sud. I salari dipendono da molti fattori, compreso il costo della vita. Berlusconi si è riferito a questi fattori. Nessuno pensa di fissare per legge i differenziali salariali».
«La risposta ai problemi del Mezzogiorno e del paese - dice Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione - è aumentare davvero i salari e non stabilire ulteriori sperequazioni tra nord e sud».