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Pescara, 26/04/2026
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Data: 12/08/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Filovia, i dubbi della sinistra, il sì della Cgil. Acerbo (Rifondazione) e Di Pietrantonio (Pd): non decidiamo per inerzia, il progetto torni in aula

Non può andare avanti per inerzia. Un progetto così importante e impattante che cambierà l'intera immagine della città non può prendere il largo solo perché «ormai è tutto pronto». È questa la risposta di Maurizio Acerbo, consigliere comunale Prc, alle ultime dichiarazioni del vice sindaco, Berardino Fiorilli, che ha annunciato la concessione delle aree alla Gtm per l'avvio del cantiere sulla strada parco. «Non vorremmo che nella distrazione di ferragosto le dichiarazioni di Fiorilli passino inosservate - ha dichiarato Acerbo -. Il progetto esecutivo sulla filovia non è mai stato esaminato dal consiglio comunale e sono troppe le questioni lasciate in sospeso, partendo dai costi di gestione che saranno in parte consistente sulle spalle del Comune». Una linea dura quella di Rifondazione, da sempre coerente nel criticare la credibilità del progetto: diversamente, ricorda Acerbo, dal resto del centro-sinistra. Nel mirino c'è, per primo, l'ex governatore Ottaviano Del Turco (all'epoca in grande sintonia con Acerbo e Rifondazione) che dopo essere venuto a Pescara, aver fatto dei sopralluoghi e incontrato i vertici amministrativi dei Comuni interessati si disse totalmente contrario alla filovia, sbandierando il suo pensiero anche in dei manifesti affissi per la città. Ma di fatto la Regione non produsse un solo atto concreto contro il progetto e il piano di lavoro andò avanti. Diversa, almeno formalmente, la posizione dell'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, che, pur dichiarandosi contrario, un «no» forte e chiaro non lo disse mai. «Questo è un tema troppo importante - ha continuato Acerbo -. Va sottratto ai partiti e analizzato nell'ottica della mobilità. Invitiamo Albore Mascia e il vice sindaco ad approfondire le carte prima di procedere, valutando i pro e i contro sia in commissione che in consiglio». La stessa richiesta, ma con fini diversi, arriva anche dall'ala democratica dell'opposizione: «Noi abbiamo sempre pensato che la nostra città avesse bisogno di un sistema di trasporto pubblico di massa - ha dichiarato Moreno Di Pietrantonio, consigliere del Pd -. È chiaro, però, che sono trascorsi 15 anni e che le condizioni di partenza sono venute meno, quindi il progetto va modificato, va reso davvero efficiente. I cittadini hanno il diritto di sapere cosa sta succedendo quindi la discussione dev'essere riportata in consiglio». E mentre l'utenza debole della strada parco, secondo Guya Marconi, consigliera del quartiere di Castellammare del Prc, si prepara alla mobilitazione qualora le parole di Fiorilli dovessero trovare fondamenta, la città continua ad essere spaccata. Non bisogna dimenticare, infatti, che anche il partito del «sì» conta numerosi sostenitori. Fra tutti, la Filt Cgil di Pescara che ha invitato l'amministrazione a procedere spedita puntando sui nuovi finanziamenti, in modo da consegnare finalmente alla città un mezzo di trasporto di massa ecologico, «straordinaria opportunità». A parlare per loro, i dati diffusi dalla fondazione Civicum, che analizzando il trasporto collettivo nelle grandi e medie città italiane ha collocato Pescara nel triste fanalino di coda per la mobilità delle persone disabili: solo il 38 per cento degli autobus è provvisto di pianale ribassato e solo il 35 per cento è abilitato per il trasporto dei diversamente abili. Ma l'idea di Pescara Cenerentola d'Italia per qualità di trasporto urbano non va giù, in effetti, neanche ad Acerbo, che chiede, però, di non sacrificare l'unico spazio ciclo pedonale della città. E mentre si continua a discutere, Fiorilli fa sapere di essere disposto a riportare il progetto in Consiglio, ma solo per fissare i metodi di intervento e valutare come poter estendere quell'asse filoviario verso sud e ovest, e Michele Russo, neo presidente Gtm, dice: «Nessuno vuole saltare le procedure di condivisione che una simile opera richiede. Il primo settembre si terrà, infatti, una riunione con le parti interessate per verificare lo stato dei lavori e le eventuali migliorie da apportare. Poi, però, sarà il momento di prendere una decisione».








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