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Pescara, 26/04/2026
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Data: 14/08/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
I fuorisede a Coppito: il prefetto chiude la porta. La Cgil: beffa per le famiglie che hanno iscritto i figli

L'AQUILA - «Non ci sono soluzioni concrete». Gli studenti escono dall'incontro di ieri con il Prefetto «delusi e preoccupati». Il tema è quello su cui si dibatte da mesi, senza sbocchi: dove verranno alloggiati i fuorisede che dovessero decidere di tornare a iscriversi in città? Gli studenti la risposta ce l'hanno ed è quella della caserma della Guardia di Finanza. Secondo loro rappresenta la soluzione ideale per evitare che tanti ragazzi si trasferiscano altrove. Il Prefetto, nell'incontro di ieri, ha però "chiuso" la porta. «Si sostiene - attacca l'Unione degli universitari - che lì ci sono solo mille posti. Secondo noi, invece, sono disponibili 3500 alloggi. Non sarebbe un problema far coesistere sfollati e studenti». L'Udu, tramite il presidente Luca Santilli, chiede chiarezza: «Duemila studenti hanno richiesto un alloggio universitario nel censimento della Protezione Civile. Che soluzione ci sarà per loro? E per gli altri studenti che abitavano in case A,B,C? E per le nuove matricole? Se la risposta non sarà la Guardia di Finanza, di fatto si decreta il dimezzamento degli studenti del nostro Ateneo. Se si continua su questa linea - conclude l'Udu - fra tre anni avremo migliaia di alloggi, ma non ci saranno più coloro che dovrebbero abitarli». Le "alternative" fornite dal Prefetto e dalle istituzioni non convincono: «Sono solo finzioni, spot pubblicitari o peggio speculazioni. Nessuno può pensare di risolvere il problema immediato di migliaia di studenti con affitti in comuni limitrofi o con project financing che saranno pronti tra qualche anno». Il rischio è dietro l'angolo: «Dal Prefetto - lamenta l'Udu - non sono arrivate risposte convincenti che permettano agli studenti di tornare all'Aquila già dal prossimo ottobre. L'incontro, infatti, ha evidenziato ancora una volta come gli interlocutori istituzionali non capiscano che gli studenti hanno bisogno di risposte immediate altrimenti si trasferiranno in massa».
Mentre la Protezione civile ha scelto di non diffondere ulteriori notizie sui dati del censimento (per il Dipartimento la cifra ufficiale è ferma a 11.274 domande presentate, mentre per il Comune sono 15mila), la questione alloggi e scuole continua ad animare il dibattito. Un altro allarme arriva dalla Cgil, che parla di «beffa per le famiglie». «Sono centinaia le famiglie aquilane che in questi giorni stanno decidendo se iscrivere i figli all'Aquila per seguire le lezioni del prossimo anno scolastico - dice Umberto Trasatti, della segreteria provinciale -. Nel decidere cosa fare, ovviamente, questi genitori tengono conto del fatto di poter contare su un alloggio. Qualcuno ricorderà che è stata la Cgil a lanciare l'allarme sull'insufficienza del "Piano Case" e sull'esiguità degli alloggi da costruire o affittare. Un allarme inascoltato ed oggi tardivamente condiviso da tutte le istituzioni. Se alle famiglie con le case classificate A B e C fosse stata data per tempo la certezza dei contributi, dei tempi e delle procedure per i restauri (permettendogli di tornare in casa) la situazione sarebbe diversa e ci sarebbe bisogno di molte meno case per gli altri sfollati». Secondo il sindacato «così purtroppo non è andata, ed oggi centinaia di famiglie stanno ancora decidendo se iscrivere i figli all'Aquila. All'inizio dell'anno scolastico le scuole saranno pronte, una sfida vinta e un risultato positivo al quale in pochi credevano: sarebbe davvero una beffa se le scuole riapriranno senza gli studenti che avrebbero voluto iscriversi».








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