CASTEL FRENTANO Treno della Valle e linee in disuso
CASTEL FRENTANO. «Treno della Valle sì», «Treno della Valle no»: a prescindere da come finirà la polemica tra i sostenitori del progetto (fra tutti Pasquale Di Nardo, presidente Sangritana e Luigi Cimini assessore a San Vito, e la comunità montana del Sangro) e i contrari (in testa il l'associazione Ecovie e sindaco di Treglio Roberto Doris) sul ripristino del servizio turistico che collegava la costa con l'entroterra sangrino, una cosa è certa: il trionfo delll'incuria e del degrado rappresentato della stazione di Crocetta (storico scalo a servizio di Castel Frentano, inaugurato nel 1913) dovrà essere necessariamente sanato.
Della stazione, snodo cardine della vecchia linea ferroviaria del Sangro e punto strategico per i nuovi progetti del Cda dell'ente, se ne occupò il Centro fin da marzo 2006. Ma nulla è cambiato. Vecchie motrici corrose dalla ruggine, carrozze in grave stato d'abbandono e cedimento strutturale, carri merci le cui logore strutture di legno cadono a pezzi, tutto intorno diversi cumuli di bulloni ossidati mostrano tutto il loro degrado a pochi metri dalle abitazioni e dalla strada statale: tonnellate e tonnellate di ferraglie arrugginite, legname marcito, traversine marce, vetri rotti.
Due le motrici sul quarto binario, ridotte ormai ad ammassi di ruggine intorno a una targhetta con inciso l'anno di costruzione (1924) e un'etichetta dell'officina produttrice (Carminati e Toselli, Milano). A esse, come se fossero ancora in attesa del segnale di "via libera", sono legati due carri per materiale e due carrozze di legno, cassonate, per merci. C'è scritto: revisione 1962. Poco distante, appena impegnata la tratta che portava a Ortona, altre due carrozze gravemente deteriorate s'intravedono tra un groviglio di rovi ed erbacce che hanno completamente ingorgato la strada ferrata. Più che una stazione, quella di Crocetta oggi appare sempre più come emblematico capolinea di una rete di trasporto che di pubblico ormai conserva soltanto il degrado del patrimonio e il costo degli stipendi dei manager.