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Data: 15/08/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Cgil, dai contratti aziendali parte il dopo Epifani. Grandi manovre in vista della successione. In pole position le due big della segreteria

ROMA Chissa? Magari con la prossima primavera gli immancabili confronti tra le parti sociali potrebbero svolgersi su "tavoli rosa". O, almeno, a prevalenza rosa, ciliegia o fucsia che sia. Da un lato Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, dall'altra Emma Marcegaglia, Renata Polverini e il nuovo leader della Cgil che, verosimilmente, sarà una donna. Sarebbe un'autentica rivoluzione nella storia delle relazioni tra Confindustria e sindacato. A fissare una maggioranza al femminile potrebbe essere l'elezione del neo segretario della confederazione di corso d'Italia al posto di Guglielmo Epifani il cui mandato scade ad ottobre del 2010, ma che potrebbe anche lasciare al prossimo congresso di primavera (il XVI°).
E se il sindacalista "filosofo" (in virtù di una laurea brillantemente conseguita) ad aprile od ottobre sicuramente passerà il testimone, non è altrettanto sicuro il nome di chi prenderà il suo posto. Susanna Camusso? Nicoletta Rocchi? O, alla fine, prevarrà Fabrizio Solari? In corso d'Italia sostengono che i tempi per discutere la successione sono assolutamente prematuri. Anche se, ammettono, che sì, è assai probabile che il nuovo leader possa essere una donna. Una donna che, sul fronte sindacale, andrebbe ad affiancare la first lady dell'Ugl, Renata Polverini. I giochi, in effetti, sono cominciati da tempo. Ovviamente, con grande discrezione, come è tradizione della casa. Ma basterebbe dare una seppur rapida lettura alle ultime interviste e della "metalmeccanica" Camusso e della "bancaria" Rocchi per scoprire che, sui temi delle gabbie salariali e dei contratti, nella stessa casa albergano posizioni diverse. Più ortodossa alla linea della confederazione la Camusso che, in un'intervista alla Repubblica, ha definito «sbagliata l'idea delle gabbie che finirebbe per privilegiare i lavoratori garantiti». Assai diversa la posizione della Rocchi che, in una chiacchierata con il Corriere della Sera, ha sollecitato una svolta sulla riforma della contrattazione che la Cgil non ha firmato.
Semplice diversità di vedute, direte voi. Forse, ma è un fatto che oggi Susanna Camusso e Nicoletta Rocchi sono davvero i due aspiranti più accreditati alla successione di Epifani. La prima ha una lunghissima e importante anzianità di servizio come guida delle "tute blu" e poi come segretaria della Lombardia. Oltre tutto è in possesso di deleghe pesanti. La seconda ha un passato altrettanto rilevante nei settori bancario e assicurativo. Tutte e due di estrazione socialista, come del resto Epifani. La Camusso è molto più vicina al leader di quanto sia la Rocchi che, invece, può contare sull'appoggio di Fabrizio Solari, fino a qualche mese fa numero uno della Filt (la categoria dei trasporti). Proprio Solari potrebbe essere il classico outsider, qualora il braccio di ferro tra le due segretarie confederali dovesse produrre soltanto un reciproco veto e, dunque, l'impossibilità di una candidatura condivisa. L'interessato tuttavia ostenta una certa indifferenza (anche se è peculiarità dell'uomo) come se la poltrona di leader massimo della Cgil non gli interessasse e comunque non fosse alla sua portata. Qualcuno, in corso d'Italia, assicura che anche Agostino Megale abbia chanches di arrivare in finale in virtù di un buon rapporto con Epifani. In pochi sono pronti a scommettere su Fulvio Fammoni, il decano della segreteria. La corsa è aperta, come in Cgil non lo è mai stata. I pronostici sono al femminile: Camusso o Rocchi. E c'è anche chi sussurra, davvero sommessamente, che se la coppia dovesse scoppiare, potrebbe spuntare una terza donna: Carla Cantone, «madrina nobile» della confederazione, oggi allo Spi, ma una lunghissima militanza in segreteria. Per lei sarebbe un ritorno che, alla fine, metterebbe d'accordo tutti.

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