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Pescara, 26/04/2026
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Data: 18/08/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il trasporto urbano di Teramo finisce nell'occhio del ciclone. Pensiline in abbandono e interi quartieri da tempo abbandonati al loro destino e scollegati dal centro cittadino

Il trasporto urbano è nell'occhio del ciclone, le pensiline sono in uno stato di abbandono «sporche e imbrattate da scritte» e interi quartieri nella città di Teramo risultano abbandonati al loro destino, scollegati dall'universo del centro cittadino. Per non parlare di alcune frazioni come Scapriano «zone molto urbanizzate - ricorda il presidente della Baltour (ex Staur) Agostino Ballone - che con le loro due sole corse al giorno soffrono fortemente la mancanza di km che la Regione dovrebbe al più presto riassegnare a Teramo». Sono in ballo circa 500 mila km che recentemente l'assessore al ramo Giandonato Morra ha promesso alla nostra città, sanando di fatto una situazione sfavorevole che da tempo ci ha visti penalizzati dinanzi alle altre province abruzzesi. Soffrono anche il quartiere della Gammarana, Via Arno, la zona dell'Inail: aree dove le linee 4 e 5 fanno fatica a servire l'utenza «se non ogni 40-50 minuti, con una frequenza del tutto insufficiente» sottolinea Ballone. Chi non ha proprio una linea di servizio urbano è S. Nicolò: l'ultima proposta dell'amministrazione comunale di servire la nuova location del Centro Commerciale-Stadio con Teramo città cozza contro il parere negativo del presidente: «Al limite è possibile pensare ad una fermata ma all'interno di una linea che debba interessare S. Nicolò appunto». Nella vicenda s'intromette anche il presidente di Confesercenti, Antonio Topitti, che rivendica priorità diverse e più "contingenti", come ad esempio «Piano della Lente, Villa Gesso, Putignano, Villa Ripa, Frondarola»: «Perché un ente pubblico dovrebbe poi sorreggere una struttura privata in difficoltà?» si chiede Topitti. Ma, alla luce del Piano fermate, Ballone ha anche intenzione di rivedere la concessione con cui la società Ipas gestisce gli spazi delle pensiline (cartellonistica, segnaletica e manutenzione) in cambio di spazi pubblicitari: «Il servizio è inadeguato, un biglietto da visita improponibile per chi si trattiene e viaggia nella nostra città». Le pensiline imbrattate da scritte, "sporche", inadeguate, quasi all'abbandono, hanno fatto perdere la pazienza al presidente.




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