MONTESILVANO - Contro un male antico, una ricetta recente. Parliamo della viabilità di Montesilvano, che da 30/40 anni nessuna amministrazione ha saputo prendere nella dovuta considerazione e che oggi è diventato più di un bubbone cronico. Ma la ricetta per curarlo la firma un tecnico indigeno, docente al Politecnico di Milano. «In tre mosse possiamo dare scacco matto al traffico di Montesilvano - spiega l'architetto Giuseppe Giampietro, incaricato dalla giunta Cordoma di predisporre un piano per la viabilità - e la prima è costituita dalla realizzazione di un ponte ciclo-pedonale in prossimità della foce del Saline per prolungare la pista ciclabile fino a Silvi e congiungerla con quella di Pineto (esistente). Contrariamente a quanto pensano i politici, nella gerarchia delle preferenze, il pedone è al vertice. Al secondo posto collochiamo il trasporto pubblico. Di qui la necessità di un ponte sul Saline all'altezza di via Portogallo». A suo dire sarebbe improponibile, come invece ha programmato la vecchia amministrazione provinciale, un ponte parallelo e vicino a quello ferroviario. Realizzarlo in quel posto, significa distruggere il parco fluviale in corso di realizzazione, costoso (1 milione di euro) ed utile per la salvaguardia dell'ambiente. Questo ponte servirà in prevalenza per il trasporto pubblico e quindi per il filobus, destinato a raggiungere Silvi. La terza mossa indispensabile è la strada lungofiume: va rifatta integralmente più a sud della precedente (oggi troppo vicina la fiume e piena di curve) destinata a diventare un nuovo asse attrezzato che collegherà Montesilvano con Cappelle e gli altri centri. Sarà un'opera viaria in grado di accogliere il traffico in uscita dalla circonvallazione. «Il progetto della Provincia - aggiunge il tecnico - prevede solo una strada lungofiume sulla sponda angolana, dove non esistono insediamenti di nessuna consistenza, mentre Montesilvano presenta già un'area artigianale ed industriale avviata. E a supporto della mia tesi esistono i dati sui flussi di traffico dalla vallata vestina verso Montesilvano e verso il casello autostradale della A/14». In fatto di cifre gli studi dell'architetto Giampietro confermano che sulle tre direttrici riviera-statale 16-via Verrotti transitano giornalmente nei due sensi di marcia (quindi da Pescara a Montesilvano e viceversa) ben 60 mila autovetture. Gli studi confermano che il traffico sulla Vestina è destinato a crescere, vuoi per i mezzi in uscita dalla circonvallazione, vuoi per l'apertura di nuove attività commerciali. E proprio l'uscita "a raso" delle vetture dalla circonvallazione creerà disagi acustici e di inquinamento ambientale, come è successo in passata per Santa Filomena. Senza fare del catastrofismo la Provincia ed il Comune di Montesilvano devono subito decidere come spendere i 18 milioni per la viabilità predisposti con bando dalla stessa amministrazione provinciale. Hanno tempo fino a dicembre 2009, poi il finanziamento sarà revocato.