FOSSACESIA. I tempi stringono, il cemento si fa spazio sulla Costa dei trabocchi e della "Via Verde" non si sa ancora nulla. Tutto da rifare. E stavolta a premere sulla realizzazione della pista ciclo pedonale sull'ex tracciato ferroviario di 35 chilometri da Ortona a San Salvo, non sono più soltanto i sindaci della costa e le varie associazioni ambientaliste. Scendono in campo con un ultimatum alla Provincia le stesse Ferrovie dello Stato che lanciano un monito preciso: accelerare i tempi.
E' il senso della lettera arrivata sul tavolo del neo presidente della giunta provinciale Enrico Di Giuseppantonio (Udc) in cui si sollecita la definizione della situazione. Un accordo, quello con le Ferrovie, attualmente solo verbale (come ribadisce lo stesso Di Giuseppantonio) e che comincia a pesare dopo quattro anni di abbandono dei binari.
Il gruppo Fs nella lettera ha infatti fatto riferimento ai costi elevati «per tenere immobilizzati i terreni in aree fortemente appetibili e per le quali sono state inoltrate già molte richieste di acquisto».
Significa che il cemento preme sempre di più sulla costa. Ne sono un esempio i numerosi cantieri lungo tutta la Statale 16 e i cartelli che indicano la costruzioni di nuovi residence, villette mono e bi-familiari e appartamenti con vista mare.
Le aree edificabili sul mare sono esaurite, ecco perché si punta all'ex tracciato. Una "fame" di case e cemento che investe tutta la costa. Il comodato d'uso gratuito in base al quale i Comuni possono usufruire delle aree di risulta scade a dicembre. Poi si vedrà. Ma Di Giuseppanotnio è tranquillo: «Si tratta di aree super vincolate, non esiste il pericolo di cessione ai privati. Tuttavia presto sarà convocato un tavolo con tutti i sindaci della costa interessati e ci sarà un incontro con il governatore Gianni Chiodi. La disponibilità del governo regionale al progetto "Via Verde" è certa, bisogna però trovare i fondi».