All'inizio fu l'assessore ai Trasporti Verticelli ad ipotizzare un "corridoio adriatico". Recentemente anche il vice presidente del consiglio regionale Giovanni D'Amico ha reiterato la stessa ipotesi per ridare credibilità infrastrutturale al nostro povero Abruzzo. In attesa della realizzazione di un "corridoio adriatico" infrastrutturale che forse non vedremo mai, occorre saper mettere a fuoco l'anomalia esistente - oggi - nel servizio ferroviario lungo la direttrice adriatica. In questa direttrice, infatti, il servizio offerto ai cittadini peggiora di anno in anno, nella più completa indifferenza bipartisan delle amministrazioni regionali. Qualche esempio: i cittadini della direttrice adriatica a sud di Ancona (quindi anche gli abruzzesi) dispongono quasi esclusivamente degli Eurostar city (Es city) per spostarsi in treno da Bari verso Bologna e Milano.
Questa tipologia di treni è caratterizzata da lenta velocità (da un minimo di 78 km/h a un massimo di 110 km/h) e da alti costi del biglietto (Pe-Bo, km 350, costa in 2ª classe 36,60 euro). Sulla omologa linea tirrenica i cittadini possono scegliere di viaggiare con Es oppure con treni regionali. Nel primo caso pagano analoghi prezzi della direttrice adriatica. Ma possono decidere di viaggiare con un treno regionale in quel caso la velocità è di 84 Km/h e pagano 17.65 euro. Sulla Direttrice interna Roma-Fi-Milano il servizio Alta velocità consente spostamenti a quasi 200 km/h, con un costo del biglietto leggermente superiore a quello dei Es della linea adriatica. Ma se si viaggia nella stessa relazione con un regionale - impossibile da noi - il costo è di 16 euro con una velocità di quasi 86 Km/h. Da queste sommarie considerazioni si può capire come i viaggiatori della direttrice adriatica pagano prezzi da Eurostar, per viaggiare a velocità commerciali dei regionali delle altre direttrici.
Eppure la legge fondamentale che regola i servizi di trasporto in Italia prevede che i soggetti erogatori (dei servizi) devono garantire pari trattamento. E così mentre si aspettano miracolose soluzioni infrastrutturali da realizzare nell'anno di utopia, i cittadini abruzzesi continuano a subire notevoli danni.
Tino Di Cicco (ex-ferroviere)