L'attesa si dilata quando le richieste si accavallano: girando a piedi in città, scovare un taxi libero può trasformarsi in un'avventura. Mentre a Milano parte l'idea della divisa griffata per rendere più riconoscibili i tassisti, a Pescara è difficile anche solo avvistare l'auto bianca, stazione ferroviaria e aeroporto esclusi. Non ha problemi chi già conosce il numero del radiotaxi, sponsorizzato negli hotel e sulle vetture, ma il turista impreparato è preda della confusione nella caccia cittadina. La delibera di giunta 326 del 31 marzo 2009 indica cinque punti di stazionamento taxi: stazione centrale, ospedale, aeroporto, piazza Primo maggio e viale Pindaro. Ma è solo teoria perché la prova sul campo racconta altro. Lo stallo davanti l'ospedale c'è, ma dei taxi non c'è nessuna traccia.
E' giovedì mattina e parte l'avventura a piedi: sotto al cartello "taxi" ci sono vetture private in sosta. A viale D'Annunzio sono due le auto bianche che si avvistano sulla carreggiata, ma sono già occupate, per cui al pedone non resta che proseguire. Niente taxi su viale Pindaro, né su corso Vittorio. Difficile poi, durante il tour, trovare il numero del radiotaxi, perché mancano cartelli informativi. Dribbla il problema chi, previdente, ha annotato il numero telefonico su un foglietto o l'ha memorizzato sul cellulare. «Può sempre servire», dice Alessandro, romano che da tre anni vive a Parigi e che a Pescara viene in villeggiatura. Il turista alle prime armi, invece, riesce a trovare il numero e il taxi solo quando, in stazione, scova un chiosco informativo peraltro bersagliato da vandali. «In altre città è più facile trovare i taxi, ce ne sono di più e ovunque - dice Alessandro -. In giro per Pescara se ne vedono pochi, all'aeroporto invece non ho avuto problemi». E allora, andiamo all'aeroporto: taxi disponibili sì, ma - è comprensibile - solo in corrispondenza dei voli. Monitorando gli arrivi, si scopre che qualche insidia c'è anche lì: solo due le auto bianche di solito in servizio, insufficienti se e quando c'è un surplus di richieste.
E' un mercoledì mattina: i passeggeri in arrivo da Toronto e Londra si accavallano e, così, una coppia aspetta 25 minuti prima che una delle due vetture in servizio faccia ritorno dopo aver trasportato altri turisti in centro. Vero è che moltissimi altri usano l'autobus 38, che all'aeroporto c'è sempre e ti porta in centro con un solo euro.
Anche la domenica quando, tra le 14,15 e le 14,40 sono quattro i voli in arrivo (Bruxelles, Olbia, Berlino, Bergamo): tre i taxi che fanno subito il pienone, mentre per altri quattro turisti l'attesa è di 20 minuti, dalle 15,44 alle 16,04. All'aeroporto c'è pure una "trappola" per i turisti in cerca di auto bianca: il numero telefonico del radiotaxi esposto sulla colonnina è errato perchè manomesso: un 3 è diventato 8. Per contattare il consorzio radiotaxi - 34 tassisti su 40 titolari di licenza- bisogna comporre lo 085-35155 mentre all'aeroporto è indicato l'inesistente 085-85155. «Abbiamo esposto un volantino con il numero corretto - spiega Michele Giovanetti, presidente del Cotape - ma puntualmente viene strappato». Più taxi, di sera all'aeroporto, sono 4 o 5 le auto in attesa: ad esempio il mercoledì per il volo da Milano delle 22,40. Altra spina per i turisti, le tariffe. «15 euro per 6 chilometri?» sgrana gli occhi una signora sbarcata da Francoforte. Dall'aeroporto in centro il prezzo è di 15 euro, assai più, in proporzione alla distanza, di quanto si paga a Fiumicino (40 euro per 35 chilometri) e Ciampino (30 euro per 28 chilometri). Pochi taxi alla stazione marittima in coincidenza degli arrivi da Spalato. Sono le 23,30 di mercoledì: un tassista carica una coppia appena sbarcata. Altri tre, dopo aver aspettato per 15 minuti sotto il cartello "taxi", escono dal porto e se ne vanno. A piedi.