Malgrado i piccoli segnali di ripresa, per le imprese italiane si annunciano mesi difficili
MILANO. Piccoli segnali di ripresa economica, ma le analisi preoccupate si moltiplicano. Alla Marcegaglia (Confindustria) che ha preannunciato per le imprese mesi difficili, ieri ha fatto eco la Cgil.
«Purtroppo l'Italia, rispetto ai segnali di rallentamento della recessione economica di Stati Uniti, Francia e Germania, con il suo Pil a -6% nel 2009, rischia un impatto sull'occupazione in autunno molto pesante», ha sottolineato Agostino Megale, responsabile delle politiche macroeconomiche del maggiore sindacato italiano, che vede per il nostro Paese un autunno nero sul fronte dell'occupazione.
«Nei prossimi mesi scadranno tante cassa integrazioni ordinarie e rischiano di esaurirsi le 52 settimane senza che il governo abbia accolto la nostra richiesta di estensione della cig a 104 settimane». Le stime del sindacato guidato da Epifani sono molto preoccupanti: «Il passaggio del tasso di disoccupazione dal 6,3% al 9,4% del 2009 ed al 10,3% nel 2010 porta tra gli 800mila ed un milione di posti di lavoro a rischio alla metà del 2010», spiega Megale. Per la Cgil, quindi, è necessario che «il governo ripristini il tavolo anticrisi che chiediamo da tempo».
Immediata l'eco dei leader della Cisl, Bonanni e della Uil, Angeletti: «Occorre fare tutti gli sforzi ancora e più di prima perchè, anche in presenza di qualche segnale positivo, ci possono essere colpi di coda. Le aziende sono stremate. È un anno e mezzo che tirano avanti, non licenziano, sono sotto-capitalizzate e con poche commesse», dice il leader della Cisl che ha sollecitato «un summit» tra tutte le parti e chiesto, tra l'altro, «la detassazione del salario di produttività. Anzi - ha detto Bonanni - chiediamo tasse zero sul secondo livello».
«Siamo in ginocchio e non sarà facile tornare ai livelli di prima», ha sostenuto Angeletti, «c'è il problema delle imprese, dove la caduta del fatturato ha già fatto perdere il 30-40% dei ricavi; c'è molta gente in cassa integrazione e bisogna impedire che si trasformi in licenziamenti».
L'allarme della Cgil, seppure non condiviso alla lettera nei numeri, trova riscontro anche nelle parole del direttore del Centro studi di Confindustria: «Se da una parte», riconosce Gianpaolo Galli, «si stanno attenuando le difficoltà, che comunque rimangono molto grandi dal punto di vista occupazionale e di tenuta delle imprese, dall'altro vediamo all'orizzonte grandi rischi. È una situazione in cui molte imprese si troveranno in gravissime difficoltà anche a mantenere, purtroppo, i livelli di occupazione. È cruciale concentrarsi sugli strumenti di sostegno al reddito per i lavoratori, nonchè sugli strumenti di sostegno finanziario per le imprese». L'allarme della Cgil spaventa anche le associazioni dei consumatori: secondo Federconsumatori e Adusbef il calo del Pil e i disoccupati possono produrre una flessione dei consumi nel 2009 «pari al 2,9-3,0% influenzando negativamente il mercato, la produzione industriale in un processo grave di avvitamento della nostra economia».
Le proposte di Trefiletti e Lannutti: «detassazione esclusivamente per il reddito fisso per almeno 1200 euro annui e definizione di un assegno di sostentamento per chi è allontanato dal ciclo produttivo, a partire dal precariato e dai disoccupati».