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Data: 23/08/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Denuncia e vertenza: Grippo va alla guerra. L'ex comandante dei vigili accusa di abuso il direttore del Comune e chiede la reintegrazione

Con un colpo a sorpresa l'ex comandante della Polizia Municipale Ernesto Grippo dichiara guerra, in due mosse, all'amministrazione comunale. Presenta una querela, e non un esposto, alla magistratura accusando di abuso in atti di ufficio il direttore generale Stefano Ilari e l'attuale vicario del Corpo, Giuseppe Chincoli. E a Palazzo di Città manda una diffida per la reintegrazione nel posto di lavoro.
Riassunto delle puntate precedenti. Grippo, nominato a capo della Polizia Municipale il primo aprile 2006, resta in carica sino al 30 giugno 2009, già prima delle elezioni esprimeva però le intenzioni di lasciare l'incarico, intenzioni che poi formalizzava: era stato assunto dalla giunta D'Alfonso ma non gli sembrava corretto restare con il nuovo esecutivo, che fosse di nuovo uno di centrosinistra o che subentrasse il centrodestra.
Il 27 giugno, però, cominciavano i Giochi del Mediterraneo e a Grippo il nuovo sindaco Luigi Albore Mascia prorogava l'incarico di 15 giorni a partire dal primo luglio, ad evitare la nomina del nuovo comandante in un periodo di grande delicatezza dal punto di vista istituzionale e di estrema complessità per l'ordine pubblico. Il 15 luglio il rapporto tra amministrazione e comandante si risolveva.
Il 26 luglio Gianni Teodoro, neo assessore alla Polizia Municipale, presentava alla città come vicario Giuseppe Chincoli, in attesa di nominare il nuovo comandante. Chincoli, tenente colonnello, è uno della vecchia guardia.
E veniamo alla prime querelle: Grippo considera illecita la nomina di Chincoli perchè solo un comandante dei vigili può nominare il vicario e qui il comandante non c'è. E chiama in causa il neodirettore generale Stefano Ilari che ha nominato Chincoli nonchè lo stesso Chincoli, ipotizzando nella sua denuncia l'abuso del primo per aver firmato un'ordinanza che a suo parere non poteva firmare e del secondo per tutti gli atti di gestione che questi, come vicario, ha successivamente sottoscritto.
Non basta: Grippo si affida all'avvocato Pierluigi Arigliani di Benevento, legale esperto in cause di lavoro proprie dei Corpi di Polizia Municipale, e chiede la reintegrazione nel suo posto di comandante o in alternativa il pagamento di tre annualità. La lettera è partita il 16 agosto e dal giorno in cui è arrivata l'amministrazione ha 15 giorni di tempo per rispondere. E se non risponde, parte un ricorso al giudice del lavoro per l'immediata reintegrazione.
Il motivo della diffida di Grippo sta in questo fatto. Giochi o non Giochi, il sindaco Albore Mascia avrebbe potuto fare solo due scelte, affidare a Grippo un nuovo incarico o nominare un nuovo comandante che ancora oggi non c'è. E questa è un'anomalia per una città grande e problematica come Pescara. L'incarico di quindici giorni, dice Grippo, a termine di legge equivale a un nuovo incarico di almeno tre anni e per questo chiede di essere reintegrato o di essere pagato.
La vicenda apre scenari complessi dal punto di vista legale e anche politici in considerazione del fatto che l'assessore al ramo è Teodoro. La convivenza tra Grippo e Teodoro, delegato alla Polizia Municipale nella prima giunta D'Alfonso, non è stata mai pacifica. E un segnale di questa difficoltà sta nel fatto che, una volta insediato, Teodoro ha fatto piazza pulita degli uomini dell'era D'Alfonso e della gestione Grippo, tutti estromessi o emarginati, anche quelli che non avevano simpatie nè per il centrosinistra nè per il centrodestra. Spoyl system, si chiama. Lecito anche se discutibile.

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