AGROPOLI (Salerno) - L'ispettore della Polfer Domenico Vigilante è stremato. Un pomeriggio d'inferno a distribuire acqua e rassicurazioni nella stazione di Agropoli, tra neonati che chiedono attenzioni, donne in stato interessante da riparare all'ombra, anziani che cadono nel tentativo di scendere dalle carrozze. Cinque ore di inferno: cinquemila passeggeri stipati nelle stazioni di Sapri, Agropoli e Battipaglia per un intero pomeriggio. Con temperature che sfiorano i 40 gradi. Dalle 14 alle 19 ogni angolo all'ombra delle stazioni è stato utile per riparare i viaggiatori. Questa volta al blocco dei convogli non ha fatto seguito un istintivo moto di rabbia «Che storia terribile», dice Maria Delli Santi, romana che proviene da Reggio con la nipotina al seguito. «Attendiamo pazientemente e vediamo quello che succede - dice la signora Assunta, una anziana di Nocera - Io arrabbiata? Manco per sogno. Pensiamo solo che a poche decine di chilometri da qui c'è chi ha perso la vita e chi sta lottando per non morire». La protezione civile ha distribuito acqua e altri generi di conforto, le sale d'attesa e i bar, presi d'assalto, hanno fatto fronte alla lunga attesa. Poi sono partiti i primi autobus che hanno consentito di raggiungere Napoli e Reggio.
Appena dopo l'impatto le stazioni hanno fermato i treni in transito. Almeno duemila persone sono rimaste "prigioniere" per sei ore negli scali di Battipaglia e di Salerno, dove sono stati effettuati anche i trasbordi con pullman. L'intercity 530 per Roma, con circa 700 persone è stato fermato nello scalo di Battipaglia e l'intercity che procedeva in senso contrario, il 727 partito dalla capitale con 350 passeggeri, ha concluso la sua corsa nella stazione di Salerno. I bus hanno fatto spola lungo la Salerno Reggio Calabria per trasbordare i passeggeri. I due convogli, dopo lo scambio di viaggiatori, hanno invertito la corsa: il primo è ritornato verso Reggio Calabria e il secondo in direzione di Roma. «Io e la mia famiglia dobbiamo partire per Malaga - dice un passeggero partito da Lamezia Terme - Abbiamo l'aereo da Fiumicino in serata, ma certamente non arriveremo in tempo. Dunque, addio vacanza». Facce sconsolate anche per una coppia milanese di ritorno da Taormina. Alla vacanza in Sicilia avrebbero voluto aggiungere una settimana al sole delle Canarie. «Come facciamo ad arrivare all'aeroporto di Fiumicino?», tenta una flebile protesta lei.
Alla stazione di Napoli piazza Garibaldi però molti lamentano mancanza di informazioni. «Siamo qui dalle 15 - dice Antonio, un uomo di mezza età - Il nostro treno sarebbe dovuto partire per Reggio Calabria alle 15.42, ma dopo tre ore non sapevamo ancora nulla. Non c'è il minimo di assistenza, siamo stati abbandonati a noi stessi».