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Pescara, 26/04/2026
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25/08/2009
Il Centro
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Sacconi, via ai salari differenziati. Cisl e Uil d'accordo, ma il governo sconta l'opposizione della Cgil |
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Apripista l'accordo sindacale del 15 aprile che detassa gli aumenti ottenuti dai contratti integrativi ROMA. I salari devono essere differenziati e la leva per arrivarci è l'attuazione dell'accordo governo-sindacati (ma senza Cgil) del 15 aprile, con apertura maggiore alla contrattazione di secondo livello. La formula del ministro al Welfare Maurizio Sacconi è tutta qua, lui assicura che sarà quella vincente, e che persino Bossi è d'accordo. Altro che gabbie salariali, il tormentone estivo della Lega sembra destinato a svanire insieme al torrido agosto, sempre secondo quello che assicura il ministro intervistato ieri dal "Corriere della Sera". Un segnale all'interno del governo, una sorta di prologo a quello che si preannuncia un autunno di fuoco nelle trattative con i lavoratori. Le reazioni non si sono fatte attendere. Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, si è detto pienamente d'accordo con il ministro, facendo spallucce di fronte ad alcune frasi ("differenziamo i salari o salta la detassazione sul secondo livello") che invece la Cgil ha timbrato come "minacce grottesche". L'accordo del 15 aprile scorso infatti prevede la detassazione del 10% dei contratti di secondo livello delle aziende - cioé integrativi e territoriali - ed è grazie a questo che, secondo governo, Cisl e Uil, si possono ottenere quelle risorse per i salari dei lavoratori dipendenti che altrimenti verranno sempre di più a mancare. Bonanni chiede però la detassazione totale degli accordi integrativi, fornendo così alle aziende disponibilità maggiori per le buste paga. «A Sacconi e anche a Bossi, che pongono il problema di come esaltare la contrattazione territoriale e aziendale, chiedo che taglino del tutto le tasse sulla contrattazione di secondo livello, chiedo tasse zero» ha detto Bonanni ieri dal palco di Comunione e liberazione a Rimini. «Occorre ridurre ancora di più le tasse sulla contrattazione aziendale e territoriale». Angeletti segue a ruota. Il segretario della Uil si dice d'accordo sull'invito di Sacconi a differenziare i salari. «E' l'applicazione dell'accordo, quindi faremo i contratti nazionali e la contrattazione di secondo livello sia aziendale che territoriale, con una crescita dei salari differenziati. Questo non ha niente a che vedere con le gabbie salariali». Angeletti sposa anche la proposta di Bonanni di defiscalizzare in toto la contrattazione di secondo livello. Cisl e Uil ostentano ottimismo, e addirittura Bonanni si spinge a spiegare che la Cgil si starebbe riavvicinando ai tavoli delle contrattazioni dopo aver rifiutato l'accordo del 15 aprile. Ma dalle reazioni il clima nella maggiore organizzazione sindacale del Paese non pare come descritta: «Sacconi dice alcune falsità e allo stesso tempo ostenta un atteggiamento ricattatorio» dice senza mezzi termini Susanna Camusso, segretaria confederale. «Ha un atteggiamento autoritario e sbagliato perché introduce limiti alla contrattazione». La Camusso parla di visione "paleoindustriale" della società, «in cui la distribuzione del reddito avviene in una logica che non ha alcun rapporto con il lavoro, con la prestazione e con la professionalità, ma soltanto con la logica dei bisogni e della sussistenza. Sacconi continua a ripercorrere lo schema dell'isolamento della Cgil: in Italia c'è una legge sulla detassazione del secondo livello che il ministro dovrebbe applicare correttamente senza utilizzarla a fini ricattatori».
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