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Pescara, 26/04/2026
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Data: 26/08/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sacconi: «Un sogno gli integrativi a tasse zero, ma il 10% resterà». Ammortizzatori, risorse sufficienti. Sostegni alle famiglie legati ai conti pubblici

Azzerare le tasse sui contratti di secondo livello, come (di nuovo anche ieri) hanno chiesto Bonanni e Angeletti? Un bel sogno. Ma, per ora, solo quello. La detassazione del 10% a rischio? È sperimentale e scadrà il 31 dicembre. Ma è da conferma certa, se tutto va come deve. La Cgil, i suoi no e i margini di "avvicinamento"? Solo un augurio: che «tutti convergano sul nuovo modello contrattuale». Dal palco di Rimini Maurizio Sacconi, titolare del Lavoro, continua, aggiungendovi una nuova puntata (la risposta ai sindacati, che a loro volta avevano detto la loro ieri l'altro, dopo una prima sortita del ministro), quella che si potrebbe definire la pre-campagna sui contratti. Una fase che sta, in metafora, alla vera, fitta (e certo non facile) tornata di rinnovi d'autunno come le amichevoli e i tornei estivi di lusso stanno, nel calcio, al campionato. Non c'è ancora il risultato in palio, ma il gioco, gli schemi, quelli si cominciano a vedere.
E Sacconi non si limita peraltro (per restare nel paragone) al confronto a centrocampo con le confederazioni, ma svaria dal palco riminese anche sulle fasce: quella degli aiuti alle famiglie e quella dei rapporti con le banche. Sul primo tema, sollevato dagli stessi organizzatori del Meeting, risponde che «un trattamento fiscale di favore per il nucleo familiare, dichiarato nel programma del Pdl, non può non essere in agenda»; ma che «tempi e modi si devono confrontare con l'andamento della finanza pubblica», e il metodo dovrebbe essere a suo tempo il ritorno al sistema delle deduzioni. Sul secondo invece c'è la replica abbastanza secca a Corrado Passera (che sempre alla kermesse riminese aveva criticato le inefficienze del governo, invocando una scossa): «Qualcuno da questo pulpito ha parlato di insufficienza nella pianificazione e di scossa. Mi auguro che la sua banca non dia scosse».
In dettaglio, a Cisl e Uil da un lato, e a Confindustria dall'altro, Sacconi manda poi i seguenti messaggi: che a garantire gli ammortizzatori sociali ci sono «risorse più che sufficienti», e gli imprenditori debbono saperlo visto che «lo abbiamo concordato con Emma Marcegaglia» (che qualche giorno fa, però aveva chiesto al governo di incrementarli in vista di un settembre prevedibilmente difficile sul fronte occupazione); e che le posizioni di Bonanni e Angeletti sul contratto di secondo livello e sul suo decentramento sono «molto condivisibili», ma quando si parla di soldoni, cioè nuove detassazioni, «quella decisa e concordata insieme è già molto rilevante e tale da incoraggiare quella differenziazione dei salari che è il frutto naturale della contrattazione decentrata». Dalle sue ultime prese di posizione, incluse quelle sulla diversità "zonale" dei contratti, Sacconi esclude contenuti nuovi: «Ho semplicemente richiamato le parti sociali, soprattutto quelle che hanno sottoscritto il nuovo modello contrattuale, a realizzare accordi coerenti con esso». Sulla Cgil, infine, una sola risposta diretta a chi chiede se si può pensare di andare avanti nella maxi-tornata dei rinnovi (ci sono anche i metalmeccanici) senza il sindacato di Epifani, dettosi però pronto a sedersi a tutti i tavoli: «Non siamo noi, ma le parti sociali che fanno i contratti, e decidono se sottoscrivere insieme o meno».

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