Il sopralluogo. Mattoscio (PescarAbruzzo): «Diventerà la torre Eiffel dei pescaresi». L'inaugurazione è prevista per fine settembre
Tutto pronto. Mancano davvero pochi dettagli da definire e, entro pochi giorni, a fine settembre, verrà finalmente consegnato ai pescaresi il Ponte del mare, che Nicola Mattoscio ha accostato alla torre Eiffel parigina per rendere il senso di un'opera simbolo per la città. Il sindaco, Luigi Albore Mascia, accompagnato proprio dal presidente della Fondazione Pescarabruzzo, Nicola Mattoscio, e dal professor Enzo Siviero, ordinario di tecnica delle costruzioni all'università Iuav, ha attraversato il Ponte del mare per effettuare le ultime verifiche e per presentare alla città una delle opere più discusse e imponenti che Pescara abbia mai avuto. Una terrazza sul mare, come l'hanno definita, voluta con forza dall'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, che permetterà di ricongiungere le due rive del fiume. Un'opera che realizza un sogno lontano come quello di Gabriele d'Annunzio, ma con modalità che guardano al futuro. Diverso da qualunque ponte italiano, «superiore anche a quello di Calatrava realizzato a Venezia, che si abbina perfettamente al ponte carrabile che ho progettato per l'area Liberatoscioli», ha detto Siviero, ribattezzando Pescara «città dei due ponti».
«Sto presentando quest'opera in tutto il mondo - ha continuato il collaudatore -. Ne ho già parlato in diversi congressi e su riviste specializzate e presto la illustrerò a Bangkok». E se qualcuno continua ad avere dubbi sulla percorribilità del ponte, che da terra sembra davvero ripido, o sulla facilità d'accesso per gli anziani, o per chi il ciclista non lo fa di professione, percorrendolo spariscono le incertezze e ciò che rimane è la più bella veduta di Pescara. Uno spettacolo mozzafiato, che ha incantato lo stesso Albore Mascia. «Quando eravamo all'opposizione - ha commentato il sindaco - le polemiche che abbiamo sollevato non erano certo di natura estetica, ma sull'utilità e utilizzabilità del ponte». E proprio da queste considerazioni è partita la proposta: «Stiamo valutando se permettere a un mezzo elettrico, un bus navetta con portata di 8 passeggeri, di attraversare il ponte sull'asse ciclabile a orari cadenzati per permettere davvero a tutti di usufruirne. Non vogliamo togliere al ponte la sua vocazione ciclopedonale, perciò aspetteremo che l'opera sia resa ai cittadini e poi apriremo una riflessione». Solo un'idea per ora, ma supportata anche dal consenso tecnico - ha detto Mascia - di chi, come Siviero, il ponte l'ha progettato e collaudato. Mattoscio si è detto soddisfatto, ricordando che la Fondazione, che ha finanziato l'opera con 5 milioni (il costo totale è di 6 grazie ad altri privati), «ha condiviso il progetto, coerente con la propria mission, perché migliora la qualità della vita della città e si contestualizza nell'area strategica più importante per lo sviluppo del territorio».
Il professor Enzo Siviero:
«E' un vanto per l'Italia»
«E' una delle opere più belle che l'Italia abbia fatto negli ultimi anni». Con queste parole il professor Enzo Siviero ha definito il Ponte del Mare. Un'opera decisamente unica nel suo genere, che tradotta in numeri significa: 6 milioni di euro per 500 metri di lunghezza circa, 480 per la corsia pedonale e 460 per quella ciclabile, larghe rispettivamente 3 e 4 metri e mezzo, con una pendenza poco inferiore al 7per cento. Ogni 10 metri, nella parte pedonale, c'è un piccolo pianerottolo, una terrazza sul mare per consentire ai visitatori di fermarsi ad ammirare il panorama. Non un ponte sospeso, come molti pensano, bensì strallato, sorretto lateralmente da travi collegate a un unico pennone. Nel punto massimo si raggiunge un'altezza di 16 metri, e il corrimano, all'interno del quale è custodito l'impianto d'illuminazione, è di 25 centimetri. Dopo le prove di carico, previste fra qualche giorno, si confermerà che il peso massimo che il ponte può sostenere è di 400 chili a metro quadro.