Forti incertezze per le banche circa le norme da applicare su mutui e prestiti
L'AQUILA Tasse per gli aquilani, ecco le scadenze. Due anni, a partire da gennaio 2010, per restituire i tributi sospesi in seguito al terremoto. Il decreto ministeriale del 9 aprile scorso, e la successiva ordinanza del Consiglio dei ministri, parlano chiaro e prevedono la restituzione di tutti i tributi non pagati: Irpef, Irap, addizionali regionali e comunali e contributi previdenziali. I comuni del cratere attendono, ora, il decreto-bis promesso dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per la modifica della percentuale e delle modalità di pagamento delle tasse. Il Governo, finora, chiede la restituzione totale, contro l'abbattimento del 60 per cento di cui hanno fruito i terremotati di Umbria e Marche.
IL DECRETO. «L'attuale normativa, oggetto di contestazioni», evidenzia Agostino Di Pasquale, commercialista ed esperto in materia, «è discriminante per gli aquilani. Di recente con un decreto del ministero dell'Economia e delle finanze, è stata disciplinata la restituzione dei tributi nei comuni terremotati dell'Umbria e del Molise stabilendo il termine di 10 anni e il tetto del 40 per cento, con un abbattimento del 60 per cento sulle tasse. Una norma coeva a quella che ci interessa, discriminante rispetto al trattamento riservato alla provincia dell'Aquila».
TASSE DA RESTITUIRE. In base al decreto Tremonti del 9 aprile 2009, che disciplina i molteplici aspetti legati alla ricostruzione post-terremoto, tutti i residenti nei territori della provincia dell'Aquila possono beneficiare di una sospensione dei versamenti tributari dal 6 aprile fino al 30 novembre. Tasse che dovranno essere restituite integralmente da gennaio, in 24 mesi. Il successivo decreto Abruzzo del 28 aprile ha introdotto la facoltà per il Governo di procedere per ordinanze su tutte le materie del decreto, compresa l'eventuale riattivazione dei versamenti tributari. Il decreto limitava il suo ambito applicativo ai Comuni dentro il cratere. Il 6 giugno è stata, invece, nota l'ordinanza 3780 che all'articolo 2 prevede la sospensione dell'agevolazione al 30 giugno per i residenti fuori del cratere e la riattivazione dei versamenti di quanto sospeso fino alla stessa data, su cui dovrà pronunciarsi in via definitiva il Tar in base al ricorso presentato dall'Ordine dei commercialisti.
DECRETO-BIS. «Solo con un decreto bis di integrazione o modifica al precedente», sottolinea Di Pasquale, «il Governo può allungare i termini di pagamento delle imposte sospese dopo il sisma, modellandoli ad esempio, alle misure adottate per Marche e Umbria, che sono differenti rispetto a quanto previsto per l'Abruzzo. La situazione economica degli aquilani è molto distante da quella normativa: migliaia di famiglie hanno perso casa e lavoro. E sono tantissimi gli imprenditori che hanno dovuto sospendere l'attività e che non sono ancora in grado di ripartire. Non si può chiedere loro di pagare le tasse da gennaio. Il Governo dovrà tornare sulla vicenda, diventata ancora più complessa con l'estensione dei benefici anche ai comuni fuori dal cratere, su cui dovrà pronunciarsi il Tar, a novembre. Un'operazione molto onerosa, se consideriamo che in questo momento i due terzi dei contribuenti della provincia sono fuori dal cratere e in attesa del pronunciamento del Tar stanno beneficiando della sospensione dei tributi».
MUTUI E PRESTITI. Esiste il capitolo dei mutui e prestiti su cui gravano incertezze. Anche in questo caso gli istituti di credito hanno applicato modalità interpretative differenti del decreto Abruzzo, provocando la reazione della clientela. «L'indicazione del Governo è chiara», conclude Di Pasquale, «riguarda la sospensione momentanea del pagamento delle rate, da aprile fino a novembre, con la sola corresponsione degli interessi sul capitale residuo» La rate dei muti e dei prestiti non pagate nel 2008 slitteranno automaticamente.