Ecco tutti i retroscena dell'incontro saltato tra Berlusconi e Bertone
L'AQUILA. Cena annullata, cena consumata: in mestizia, sottotono, senza i flash dei fotografi. Ma s'è comunque cenato venerdì sera al ristorante "Blu Marlin" dell'Hotel Federico II (specialità: paccheri all'astice e plateau royal di pesce grigliato), anche se mancavano i due ospiti più attesi: il cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
È stata una cena tra reduci, al termine di una giornata cruciale per i rapporti Varticano-Governo. Assenti il Segretario di Stato e il premier, assente anche il sottosegretario Gianni Letta, ai tavoli si sono ritrovati gli undici vescovi della conferenza episcopale abruzzese-molisana, il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane.
A inizio cena si è aggiunto per qualche minuto il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano, forse non informato del cambio di programma e soprattutto dell'incidente diplomatico in corso tra Vaticano e Palazzo Chigi.
Pagano ha però avvertito subito il cambio di clima. Non vedendo il presidente della Regione Gianni Chiodi, ha chiesto con discrezione se fosse atteso e se fosse presente anche il sottosegretario Letta. Ricevuta una doppia risposta negativa ha lasciato velocemente il ristorante per evitare complicazioni.
L'annullamento della cena era maturata lentamente nel corso della mattinata. Il siluro lanciato dal Giornale di Vittorio Feltri con il racconto della condanna per molestie del direttore del quotidiano dei vescovi Avvenire Dino Boffo, era cosa già nota dalla sera precedente, come era noto il tentativo non riuscito di Letta di bloccare la pubblicazione della notizia. Ma evidentemente nello staff vaticano si sperava ancora di attenuarne l'impatto sui programmi della Perdonanza. La decisione finale si è consumata durante un'altra conviviale, quella che tradizionalmente offre il vescovo dell'Aquila nella sua casa e che ieri si teneva sempre al Federico II, essendo la curia inagibile. Al pranzo presiedeva il cardinale Bertone, e poco distante pranzavano anche gli uomini della sicurezza di Berlusconi, segno che il premier era ancora atteso nel pomeriggio, alle 17,30, come da programma. A pranzo iniziato Bertone ha ricevuto una telefonata sul cellulare, si è allontanato per dieci minuti seguito dal suo segretario, è quindi rientrato continuando a pranzare come se nulla fosse. Alle 13,16 l'agenzia Agi ha bruciato tutti i concorrenti battendo la notizia: «Perdonanza, cancellata cena L'Aquila, a rito andrà Letta». Alle 13,19 è dell'Ansa un secondo lancio più articolato: «La sala stampa vaticana ha comunicato che la cena della Perdonanza annunciata per questa sera all'Aquila, alla quale avrebbero dovuto partecipare, fra gli altri, il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stata annullata». La decisione di annullare la cena è stata dunque del Vaticano. Le ragioni le ha spiegate lo stesso Bertone a Letta durante un breve colloquio al riparo di una tenda della Protezione civile. Ora per il grande tessitore marsicano si apre una stagione di superlavoro.