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Pescara, 26/04/2026
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Data: 31/08/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tutti nel Teramano gli sfollati della costa Protezione civile, progetto per riavvicinare il più possibile all'Aquila quanti si trovano negli hotel

TERAMO - Favorire il riavvicinamento alla loro città di origine e incentivare il ricongiungimento delle famiglie divise a causa del terremoto. Questo l'obiettivo che la Protezione civile nazionale sta perseguendo in questi giorni, con una serie di provvedimenti che porteranno a riunire nelle strutture ricettive del Teramano tutti gli sfollati aquilani che attualmente si trovano sparsi tra Chieti, Pescara, le Marche e il Lazio. «Stiamo incentivando -spiega Lorenzo Alessandrini, funzionario della Protezione civile nazionale- il movimento naturale delle persone che chiedono sempre di più di riavvicinarsi a L'Aquila».
A questo scopo verranno anche migliorati i collegamenti, con il potenziamento dei bus navetta che dal Teramano porteranno direttamente a L'Aquila, un servizio pensato soprattutto in vista della riapertura delle scuole. Alessandrini traccia anche un bilancio del post-sisma. «Teramo -afferma il braccio destro di Bertolaso- è stata la provincia che ha accolto il maggior numero di sfollati: si è arrivati anche a quota 25 mila». Una cifra imponente, che ha visto la mobilitazione di tutte le strutture ricettive del territorio ma anche dell'offerta generosa di privati che hanno messo a disposizione le loro abitazioni. «Attualmente -spiega Alessandrini- ne sono rimaste circa 9mila nelle strutture alberghiere e 6mila negli appartamenti».
Intanto gli albergatori teramani, che in questi giorni hanno avuto anche i primi rimborsi per l'attività finora svolta a servizio dei terremotati, si stanno preparando ad affrontare questa seconda fase dell'emergenza. «Siamo pronti -afferma il presidente provinciale di Federalberghi, Giammarco Giovannelli- a nuovi ingressi ma chiediamo che prima ci si sieda attorno ad un tavolo per concordare in maniera dettagliata e puntuale tutte le iniziative da prendere. Attualmente ci troviamo ad un giro di boa, con la stagione estiva che si sta concludendo e con la necessità di organizzarci al meglio per un'eventuale nuova forma di accoglienza prolungata».

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