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Data: 01/09/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Cassa integrazione, Abruzzo in ginocchio»: l'allarme della Cgil

LANCIANO - «Occorre subito, ma concretamente e non solo con annunci, un provvedimento fiscale che liberi risorse economiche di lavoratori e pensionati per far ripartire i consumi». La richiesta è stata avanzata ieri da Susanna Camusso, della segreteria nazionale della Cgil, che ha preso parte all'attivo regionale del sindacato, a Lanciano. «Il primo problema da affrontare e risolvere - ha sottolineato la Camusso - è proprio quello della distribuzione dei redditi che, in Abruzzo in particolare, è profondamente ingiusta anche a causa del terremoto che ha rallentato, e in alcuni casi bloccato, l'attività produttiva. Non è pensabile che famiglie che, a causa del ricorso massiccio alla cassa integrazione, sono costrette a vivere con stipendi da 700 euro al mese, possano far ripartire i consumi. C'è stato un forte ricorso agli ammortizzatori sociali, ma bisogna evitare che si rimanga fermi. Si può anche partire dalla ricostruzione, ma bisogna immaginare quale sbocco industriale dare all'Abruzzo: in questo ci pare che il Governo centrale non abbia fatto chiarezza».
Molti i riferimenti, nel corso dei lavori dell'attivo Cgil, alla situazione del gruppo Fiat e dello stabilimento Sevel di Val di Sangro, dove da mesi c'è un massiccio ricorso alla cassa integrazione. «Siamo molto preoccupati non solo per la Sevel -ha sottolineato la Camusso- ma per tutto il gruppo Fiat. I messaggi che ci arrivano, infatti, sono profondamente contraddittori. Da un lato si annunciano chiusure, dall'altro acquisizioni. L'impressione è che la Fiat sia in una nuova stagione di crisi e di riorganizzazione: per questo abbiamo chiesto al Governo di riaprire un "tavolo Fiat"». Messo in risalto pure come l'Abruzzo sia in testa al ricorso alla cassa integrazione.

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