Iscriviti OnLine
 

Pescara, 26/04/2026
Visitatore n. 753.464



Data: 02/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Precari in rivolta in tutta Italia. Dilaga la protesta, 25 mila le cattedre in meno. A Milano si incatenano

ROMA. La scuola dei precari si mobilita contro i tagli e in tutta Italia prendono vita forme di proteste provocatorie, spettacolari e drammatiche. A Roma cinque docenti di educazione fisica si sono spogliati restando in mutande davanti al liceo scientifico Newton, lamentando di non essere ancora di ruolo dopo anni di lavoro. A Milano supplenti e precari aderenti al Coordinamento Lavoratori della scuola «3 ottobre» si sono incatenati davanti all'ufficio provinciale di Milano. Mentre da oltre quattro giorni sei insegnanti sono sul tetto dell'ufficio scolastico provinciale di Benevento.
I tagli al personale docente e Ata (bidelli, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici), frutto della riforma scolastica del ministro Mariastella Gelmini, segnano l'inizio di un autunno difficile per il mondo della scuola. Scendono in campo i sindacati: la Cgil chiede l'intervento di palazzo Chigi, la Uil una trattativa senza interruzione che in una settimana arrivi ad un accordo, la Cisl reclama un incontro immediato con il governo. L'associazione di insegnanti Gilda garantisce che adotteranno «tutte le forme di protesta possibili per contrastare» la politica dei tagli e le Rappresentanze sindacali di base (RdB-Cub) organizzano due presidi nella Capitale per giovedì 3 settembre, uno davanti al Ministero della Pubblica Istruzione e l'altro a Piazza Cavour.
Come ricorda il segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima, sono 25.000, tra docenti e personale Ata, i lavoratori che quest'anno non avranno più un contratto. Oltre a Roma e Milano con docenti in mutande o incatenati, le proteste si sono estese anche a Palermo e Catania, dove sono stati occupati gli ex provveditorati da alcuni insegnanti che hanno iniziato lo sciopero della fame, a Messina, con un presidio permanente davanti all'ufficio scolastico. In Sicilia i precari protestano contro la riduzione delle ore formative, prevista dal ministero della Pubblica istruzione, che secondo i sindacati mette a rischio 7 mila posti di lavoro. In Campania i tagli riguardano 8mila persone e ieri a Napoli i manifestanti hanno provato a forzare il cordone di polizia all'ingresso dell'Ufficio scolastico regionale con conseguenti momenti di tensione culminati nel malore di una donna. Da giorni sei insegnanti sono sul tetto dell'ufficio scolastico provinciale di Benevento. Una protesta forte che ha convinto il sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli, a salire sul tetto per parlare con le signore ed informarle che «Governo e Regione Campania sono impegnati alla definizione di un'intesa, in tempi brevissimi».
«Che tristezza, questo avrebbe dovuto essere il nostro primo giorno di scuola» afferma Daniela Basile, insegnante precaria da 13 anni, arroccata con altre cinque colleghe sulla cima dello stabile beneventano. «La Campania e il Mezzogiorno - precisa Pier Luigi Bersani, candidato alla segreteria del Pd - sono le aree più colpite dai tagli sono l'emblema politico del governo di centrodestra: bugie e tagli dei posti di lavoro in piena crisi economica». E dello stesso tono il commento di Ignazio Marino, che parla di questa scuola come la «scuola pubblica che vuole il ministro Gelmini: 57 mila persone tra insegnanti e personale ausiliario senza lavoro, caos nelle graduatorie».



www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it