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Data: 02/09/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
«A rischio un migliaio di posti» L'allarme di Ranieri, segretario comprensoriale della Fiom-Cgil

Se entro poche settimane non arriveranno tangibili segnali di ripresa dal mercato sarà concreto il rischio che il settore metalmeccanico perda mille posti di lavoro da Chieti a Ortona, da Francavilla a Guardiagrele, da Miglianico a S. Giovanni Teatino. A lanciare l'allarme è il segretario comprensoriale della Fiom Cgil Marco Ranieri che ieri pomeriggio ha partecipato a Ortona ad un incontro per fare il punto sulla situazione della Leomar, azienda che produce macchine agricole e occupa 25 lavoratori.
«Per la prima volta dopo tanti anni - osserva Ranieri - le aziende metalmeccaniche hanno osservato ad agosto, quattro settimane di fermo totale». Segno che la crisi morde. Basti pensare che attualmente ci sono 2000 lavoratori del settore in cassa integrazione ordinaria e che molte delle rispettive fabbriche hanno quasi raggiunto il traguardo massimo di ricorso alla cig, ovvero 52 settimane, praticamente un anno intero. Se in tempi brevi non dovesse arrivare la ripresa, il rischio per molte piccole e medie aziende sarebbe la chiusura, preceduta da un anno di cassa integrazione straordinaria.
Di qui l'allarme della Fiom che a questo punto vuol vederci chiaro anche in altre situazioni. E' il caso dei 70 ex lavoratori Oliit, per i quali a fine gennaio dell'anno prossimo scadranno i 24 mesi di mobilità e che da quella data potrebbero rimanere senza alcun sostegno in termini di reddito. Ranieri ha chiesto un incontro con il sindaco Ricci e l'assessore D'Intino affinchè siano loro ad illustrare le possibilità di ricollocazione dei 70 lavoratori nell'ambito del progetto di sviluppo dell'area ex Zuccherificio allo Scalo.
«Si è parlato molto dell'impegno nel riassorbire tali maestranze - sottolinea Ranieri - ma i mesi passano e il tempo della mobilità si accorcia sempre di più. A questo punto chiediamo che siano i politici a spiegare ai lavoratori in quale misura il progetto ex Zuccherificio è in grado di riassorbirli: tra l'altro nell'ambito di quel progetto ci sarebbe l'impegno a riassorbire anche i lavoratori ex Burgo ma io fino a oggi non ho visto nulla».
Infine il caso dei lavoratori, una ottantina, in servizio presso il centro di manutenzione ex Airone Technics all'aeroporto d'Abruzzo. La Compagnia area italiana (Cai) ha rinnovato i contratti per tre mesi ma delle prospettive future non ancora si è ancora discusso.


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