L'AQUILA Gli alloggi non bastano per tutti, ma poco male: il progetto "Case" sarà ampliato, e, intanto, da ieri, è scattata l'operazione "smantellamento delle tendopoli". Si parte da piazza d'Armi, il campo che ha ospitato più di 1.500 persone, e si proseguirà con gli altri. «Si tratta di un passo avanti importante, anche in considerazione del fatto che i lavori per la costruzione delle case antisismiche procedono nel rispetto dei tempi, al di là delle polemiche e delle strumentalizzazioni» afferma il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. «Per circa 18 mila persone ci saranno le nuove case antisismiche e il resto sarà messo negli alberghi, nei residence e anche negli alloggi che hanno ospitato i Grandi della Terra durante il G8 - aggiunge -. Avevamo detto che a settembre avremmo smontato le tendopoli e così sarà. Alcune, soprattutto nei piccoli Comuni, sono già state smantellate e, da ieri, ci stiamo concentrando sui campi della città. Non sarà, però, un intervento drastico: si tratta di un alleggerimento progressivo fino allo smontaggio definitivo. Entro il 6 settembre, chi ha la casa dichiarata agibile (categoria A), dovrà lasciare le tendopoli».
Ieri pomeriggio, al campo di piazza d'Armi, infatti, l'operazione ha preso ufficialmente il via. Nessuna tenda smontata, almeno per ora. Gli operatori della Protezione civile hanno cominciato quello che è stato definito il tutoring. Si sono recati nelle prime tende e, in base al censimento, hanno comunicato la nuova destinazione: Guardia di finanza, alberghi o residence della zona. Tra gli sfollati è affiorato qualche timore su una destinazione lontana dall'Aquila: «Vogliamo restare in città», ma la Protezione civile li ha rassicurati: «Sono state individuate strutture dell'Aquila o delle immediate vicinanze. Non ci sono, poi, tempi per lo smantellamento, non lavoriamo con il cronometro. Quello che è certo è che seguiremo tutti fino alla consegna dell'alloggio, e anche dopo. Non ci sarà alcun blitz». Il trasferimento vero e proprio dovrebbe cominciare tra pochi giorni.
È stato deciso, intanto, di ampliare il progetto "Case", i moduli abitativi antisismici, che originariamente prevedeva la realizzazione di 4.500 alloggi in grado di ospitare circa 15 mila persone. La decisione è stata presa alla luce dei dati emersi dal censimento sulla necessità abitativa, condotto nel corso del mese di agosto. L'integrazione porterà alla realizzazione di almeno altri 500 appartamenti bilocali per un investimento complessivo di circa 40 milioni di euro, in modo che tutti coloro che hanno avuto la casa dichiarata inagibile possano essere ospitati nelle strutture. «Dunque - conclude Bertolaso -, a quelli che dicono che L'Aquila è ferma, rispondo che oggi L'Aquila è il più grande cantiere d'Italia, dove si rispettano tutte le norme di sicurezza sul lavoro». Proprio ieri, però, nel cantiere di Bazzano è stato registrato un altro incidente: un operaio aquilano di 40 anni è stato travolto dalla gru che stava riparando ed è stato trasportato con l'elicottero all'ospedale. Le sue condizioni sono gravi, ma se la caverà.Forse già oggi, alle 16 ditte che si sono aggiudicate i lavori del progetto "Case", sarà affidato l'incarico di realizzare altre venti piastre, su ciascuna delle quali potranno essere costruiti 25 appartamenti. L'affidamento dei nuovi incarichi dovrebbe avvenire a trattativa diretta. Saranno confermati gli 80 giorni previsti nell'appalto del progetto Case anche se più di un tecnico sottolinea che, con l'arrivo dell'autunno e dell'inverno, i ritmi di lavoro non potranno essere quelli dei mesi estivi. Non è chiaro se le nuove case verranno realizzate nei 19 spazi già individuati o in altri ancora. La Protezione Civile punta alla consegna alla fine dell'anno. Bertolaso è certo di riuscire a superare le resistenze del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che si è espresso negativamente su questa eventualità. Cialente ha chiesto case mobili per tamponare l'emergenza scattata per l'insufficienza di alloggi in rapporto al numero di richieste da parte degli sfollati. Dopo il faccia a faccia di ieri pomeriggio, però, il sindaco è apparso ancora inflessibile e ha ribadito di non essere d'accordo sull'ampliamento del progetto Case: «Forse non servirà, stiamo incrociando i dati in queste ore e puntiamo molto sulle case temporanee da sistemare nelle frazioni». Cialente ha spiegato che anche per le case classificate B partirà un censimento per capire le esigenze, soprattutto in relazione alla durata dei lavori: «In questo caso la soluzione potrebbe essere proprio quella delle case mobili».