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Pescara, 26/04/2026
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Data: 03/09/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Statali, Cgil Cisl e Uil chiedono al governo i soldi per i contratti. I sindacati pensano a una piattaforma unitaria e puntano ad aumenti superiori al 6%. Servirebbero almeno 7 miliardi in tre anni

ROMA Cgil, Cisl e Uil preparano la loro "piattaforma" per i nuovi contratti del pubblico impiego, cioè le richieste da presentare al tavolo delle trattative. In altri tempi non sarebbe stata una gran notizia, ma da quando il fronte sindacale si è spaccato qualunque atto unitario delle tre confederazioni diventa rilevante. A dicembre i contratti nazionali dei dipendenti pubblici scadranno, e a gennaio bisognerebbe avviare il negoziato per il rinnovo. Ma rischia di essere un appuntamento solo teorico. Circolano voci di un possibile rinvio, di sicuro al momento mancano le risorse per coprire gli aumenti di stipendio. E in queste condizioni l'eventuale ricompattamento fra Cisl-Uil e Cgil è un'ipotesi tutta da dimostrare.
Giovanni Faverin, segretario della Cisl-Funzione pubblica, fa sapere che entro l'inizio della prossima settimana ci sarà un incontro «per chiedere al governo la destinazione delle risorse in Finanziaria per il rinnovo dei contratti». Dopo di che, aggiunge Faverin, i tre sindacati confederali potranno presentare insieme una piattaforma, «se saremo d'accordo».
Nel confrontarsi con il governo si porrà un serio problema economico. I sindacati si aspettano una rivalutazione degli stipendi pari almeno al 6% da qui al 2012 (tale è infatti l'inflazione prevista per i prossimi tre anni, stando all'indice Ipca). C'è anzi chi pensa che la crescita delle retribuzioni debba essere anche superiore, perché bisogna aggiungere sostiene ad esempio Salvatore Bosco della Uil un altro 1,50% come recupero del potere d'acquisto perso nel biennio 2008-2009, e ancora «l'1% annuo per la produttività». Si arriverebbe così al 10,50% triennale.
Quanti soldi ci vogliono per garantire simili aumenti? Limitandosi al 6% dettato dall'indice Ipca, servirebbero almeno 7-8 miliardi. Sembra improbabile che il ministro dell'Economia Giulio Tremonti possa concedere tanto. E Renato Brunetta nei giorni scorsi ha obiettato che l'indice Ipca è sovrastimato rispetto all'inflazione reale.
Da qualche tempo circola addirittura l'ipotesi di un rinvio. La legge Brunetta sta cambiando le regole della contrattazione, e questo potrebbe rivelarsi un argomento buono per far slittare il negoziato di parecchi mesi. Ieri il ministro della Pubblica amministrazione ha ribadito che «la nuova tornata contrattuale avrà inizio nel 2010». Non ha però specificato in che mese.



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