ROMA Manda segnali distensivi, Maurizio Sacconi, alla vigilia di quello che potrebbe essere un "autunno caldo" soprattutto sul versante dell'occupazione con molte fabbriche che rischiano di andare in sofferenza. Garantisce innanzi tutto, il ministro del Welfare, che la cassa integrazione sarà prorogata per tutto il prossimo anno; che l'indice Ipca per fissare l'inflazione (e, dunque, gli aumenti salariali) sarà concordato tra le parti sociali; che l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne (almeno nel settore privato) non è all'ordine del giorno del governo. Insomma, il governo non intende aprire un possibile confronto duro con i sindacati nel momento in cui l'economia mostra incoraggianti, seppur timidi, segnali di ripresa. Sacconi anzi vorrebbe un sindacato più conciliante e partecipativo ed invita Guglielmo Epifani «a darsi da fare per riunirsi con Cisl e Uil. Il governo non divide i sindacati». Una replica al leader della Cgil che ieri l'altro aveva accusato il governo di voler dividere il fronte confederale.
Il titolare del Welfare ribadisce che il ricorso alla cig «è stato concepito e disegnato senza limiti, almeno fino a tutto il 2010 abbiamo adottato misure straordinarie che poi vedremo se prorogare per il 2011. Abbiamo operato in modo che non si interrompesse quanto più possibile il rapporto di lavoro con le imprese abbiamo esteso gli ammortizzatori sociali anche alle aziende più piccole». Non entra, Sacconi, nel merito di una possibile revisione dell'indice dei prezzi al consumo legato all'indice Ipca che regola gli aumenti salariali all'inflazione programmata: «E' materia delle parti sociali che hanno sottoscritto un accordo e devono applicarlo». Non è neppure all'ordine del giorno un intervento dell'esecutivo sul sistema previdenziale. In particolare sull'aumento dell'età pensionabile per le donne nel settore privato. Secondo Sacconi la disparità tra pubblico e privato «non è ingiusta perchè nel pubblico il lavoro è garantito, nel privato no».