Anche gli autisti di bus e tram, come tutte le altre categorie di lavoratori che vengono a contatto con molte persone, verranno vaccinati contro l'influenza suina. E non è escluso che la stessa sorte tocchi anche ai tassisti. Roma, e il Lazio tutto, cercano insomma di non farsi cogliere impreparati dalla diffusione del virus H1N1. Tanto che ieri pomeriggio, alcuni tecnici della Regione hanno partecipato all'incontro che si è svolto al ministero della Salute, con Ferruccio Fazio. Il Campidoglio infatti sta pensando di tutelare la salute dei dipendenti delle aziende di trasporto pubblico. «Il sindaco Alemanno ha deciso, insieme al presidente dell'Atac, di sottoporre a vaccinazione tutti gli autisti dei mezzi pubblici - annuncia Ferdinando Aiuti, presidente della commissione Politiche sanitarie del Comune -. Per loro la vaccinazione potrebbe scattare con il primo blocco, ovvero quello rivolto alle categorie più a rischio come gli insegnanti, i medici, gli infermieri e le forze dell'ordine». La Regione, dal canto suo, appronta già da questo mese un piano sanitario che tenta di ridurre al minimo il numero dei pazienti colpiti ma anche i rischi per chi sarà costretto al letto con la febbre alta a causa della suina. Un piano, quello presentato ieri al ministero, che permetterebbe anche di anticipare la campagna di vaccinazione di un mese. Se il vaccino per l'influenza A dovesse quindi essere disponibile prima del previsto, come annunciato da Fazio, anziché aspettare la metà di novembre i nostri medici sarebbero in grado di anticipare il tutto al 15 di ottobre. Alla nostra regione spetteranno un milione e seicentomila dosi (tecnicamente 800 mila cicli), che le verranno consegnate direttamente dal ministero, che le ha acquistate, e che verranno poi conservate nel centro unico di stoccaggio regionale, che si trova nella farmacia interna dal San Camillo-Forlanini. Dovranno vaccinarsi con più urgenza, oltre alle categorie ritenute a rischio (per esempio le persone affette da patologie croniche gravi di età compresa tra i 2 e i 64 anni) il personale sanitario, i vigili del fuoco, carabinieri e poliziotti, militari, addetti della protezione civile e tutti quei lavoratori che, si legge nel testo delle Azioni di pianificazione per il contrasto e la mitigazione dell'influenza da nuovo virus AN1H1, «garantiscono la continuità dei servizi essenziali: acqua, energia, telecomunicazioni, trasporti, smaltimento dei rifiuti». Infine, entro settembre, proprio come richiesto nei giorni scorsi dalla Fimmg (la Federazione italiana dei medici generici) potrebbe anche essere ripristinato il numero verde gratuito 803.555 (che al momento però non è attivo), dedicato a chi prenderà l'influenza. Non solo quello di tipo A, ma anche la B, ovvero la stagionale, e quella da raffreddamento. Dall'altra parte del telefono risponderanno i dottori dell'Ares 118, pronti a dare tutte le informazioni e i consigli utili. Che si tratti di suggerimenti su cosa fare e quali medicinali usare, di tranquillizzare i pazienti e anche di evitare che, come succede ogni anno, si intasino i pronto soccorso e si occupino inutilmente i letti nelle corsie degli ospedali. Se poi dovesse essere necessaria una visita, allora verranno forniti i recapiti del medico di base più vicino al paziente (nella rete, lo scorso anno, erano stati inseriti 3.800 generici e 400 pediatri).