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Data: 06/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Scuola, si prepara la contestazione. I sindacati annunciano manifestazioni di protesta a partire da domani. Pantaleo(Cgil): «Nei piani del governo meno qualità e più tagli»

E scoppia la guerra di cifre: per i docenti mancheranno all'appello molti più posti di quelli annunciati

ROMA. Si preannuncia «caldo» ancora prima di iniziare il nuovo anno scolastico. Dopo giorni di proteste a macchia di leopardo, proseguite anche ieri, contro i tagli del personale precario, dalla prossima settimana scatteranno quelle organizzate dai sindacati, che sono già al lavoro per mettere in piedi una grande una manifestazione nazionale con annesso sciopero.
Ad aprire la strada sarà domani la Uil scuola con manifestazioni in contemporanea in tutte le città italiane. Giovedì 10 toccherà alla Flc Cgil scendere in piazza con un presidio davanti al ministero dell'Istruzione durante il quale i componenti del consiglio direttivo nazionale non escludono di incatenarsi ai cancelli. Lunedì 14, giorno della prima campanella in diverse regioni, sarà poi una giornata di mobilitazione generale con la Gilda che effettuerà un presidio in piazza San Marco a Roma.
Intanto è guerra di cifre sui tagli di supplenti e personale Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi). Se per i sindacati si tratta di 25mila persone, per viale Trastevere saranno «solo» 10mila. Il «decremento» complessivo (pensionamenti compresi) di personale docente per l'anno scolastico 2009/2010 sarà comunque di 42.104 lavoratori a cui se ne aggiungeranno altri 45.236 nei prossimi due anni scolastici per un totale di 87.340 docenti in meno in un triennio. Per quanto riguarda il personale Ata il «decremento» sarà di 44.501 nel triennio: 15.167 quest'anno e il prossimo e 14.167 nel 2011/2012. La riduzione dei posti del personale docente nell'anno scolastico alle porte vedrà in testa la regione Campania che perderà 6.180 professori, seguita dalla Sicilia con 5.512 e dalla Lombardia con 4.874. «Considerato però - spiegano dal ministero dell'Istruzione - che quest'anno sono andati in pensione 32mila docenti, in realtà si ferma a meno di 10 mila il numero di insegnanti non in ruolo a cui non sarà riconfermata la supplenza».
Secondo il «piano salva-precari annuali» presentato nei giorni scorsi dal ministro Mariastella Gelmini, che il consiglio dei ministri dovrebbe vagliare mercoledì prossimo, a questi 10.000 supplenti sarà poi garantita un'indennità di disoccupazione durante il periodo non lavorativo grazie ad un patto con l'Inps e il ministero del Lavoro di Maurizio Sacconi. Nel frattempo questi docenti avranno, sempre secondo quanto prevede la proposta, la priorità nell'assegnazione delle supplenze brevi.
Ma i sindacati non sono d'accordo. E ribattono che la cifra fornita dal ministero (circa 10.000 posti) non tiene conto del fatto che i docenti interessati dai tagli, a causa del frequente frazionamento delle cattedre, sono in realtà molti di più. E in effetti nella tabella «che ci è stata fornita dal ministero - spiegano dalla Flc-Cgil - si ipotizzano tra i 18.000 e i 19.000 docenti precari licenziati a cui vanno aggiunti circa 7 mila Ata. Quindi la cifra di 25 mila è persino in difetto».

Pantaleo: «Nei piani del governo meno qualità e più tagli»

Le casse sono vuote, così non sappiamo quante supplenze saranno assicurate

ROMA. «La scuola è il futuro del Paese, invece per questo governo è solo un costo da ridurre per far quadrare il bilancio». Così Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil, boccia ancora una volta la scuola del ministro Gelmini.
Alla fine i precari licenziati sono 10 mila o 25 mila?
«Il dato effettivo lo avremo a fine settembre quando saranno completati gli incarichi, ma i dati che finora abbiamo fornito non ce li siamo inventati. Sono quelli che ci ha dato il ministero: 18 mila insegnanti e 7mila del personale Ata, quindi 25mila persone. E siamo solo all'inizio. Nel trienno avremo 140 mila posti in meno tra personale Ata e docenti».
E il provvedimento salva-precari del ministro?
«Intanto non conosciamo il testo e ci è stato detto che ci verrà fornito dopo il prossimo consiglio dei ministri. Da quanto finora è stato spiegato non vediamo nessun intervento aggiuntivo del governo. In sostanza il governo non solo conferma i tagli previsti anche per i prossimi anni, ma non ci mette una lira e non prevede nessuna risorsa in più per i precari».
Ma dentro ci sarà pur qualcosa...
«Si limita a garantire l'utilizzo intermittente dell'indennità di disoccupazione, che sarebbe comunque stata erogata, e prevede una priorità sulle supplenze brevi assegnate dalle scuole annullando di fatto l'utilizzo delle attuali graduatorie di istituto. Tutto questo mentre le casse delle scuole sono vuote,sempre a causa dei tagli di questo governo, e quindi non sappiamo quante supplenze brevi potranno essere assicurate.
Questa non è una misura per i precari e si rischia solo una guerra tra poveri. E' un pannicello caldo».
Cosa troveranno alunni e famiglie alla riapertura delle scuole?
«Innanzitutto nelle scuole primarie troveranno una minore qualità dell'offerta formativa e didattica, meno tempi orari, classi più affollate. Il problema delle classi affollate riguarderà tutti gli ordini di scuola e si parla di classi con anche di più di 30 alunni quando per legge il tetto è di 25. Ci saranno meno ore frontali, meno ore laboratoriali, con un caos organizzativo perchè non mancheranno casi in cui non ci sarà neppure il bidello per aprire la scuola».
E gli insegnanti?
«Sono il motore della nostra scuola e sono sempre più disorientati perchè la loro funzione è ormai piegata a pure logiche di economia. Tutto quello che viene fatto per la scuola in realtà è fatto per ottemperare ai tagli da 8 miliardi previsti».
Le proteste di queste settimane quindi proseguiranno?
«Stiamo ponendo le condizioni per una grande manifestazione nazionale».

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