Intollerabili i ritardi amministrativi che bloccano l'apertura della circonvallazione
Alessandra Di Filippo Il dirottamento dei mezzi pesanti dalla Statale Adriatica all'autostrada A14 per il periodo strettamente necessario al completamento dei lavori del nuovo tratto della circonvallazione di Montesilvano, quello per intenderci tra lo svincolo di Santa Filomena e il cimitero: è la richiesta che i rappresentanti della Fita, l'associazione che raggruppa le imprese del trasporto aderente alla Cna, tornano a rivolgere alla Regione. Per i membri dell'associazione, gli ultimi tragici investimenti, uno dei quali mortali, avvenuti ad opera di tir nel pieno centro di Montesilvano devono far riflettere e soprattutto far agire gli enti competenti, a cominciare dal risolvere i problemi legati ai ritardi amministrativi che impediscono l'apertura del nuovo tratto della circonvallazione di Montesilvano. "Ritardi che non possono più essere tollerati" sottolinea il responsabile regionale della Fita Cna, Renato Giancaterino, esattamente come "la vera e propria latitanza" dell'assessorato regionale ai Trasporti, accusato di non aver dato alcuna risposta alla richiesta di dirottamento dei tir sulla A14, invocata a gran voce dall'associazione ad inizio agosto. Per l'associazione, la Regione si è mostrata "assente" nei confronti di un argomento che assilla le imprese di trasporto e l'opinione pubblica, "trattandosi - spiega Giancaterino - di questioni imprescindibili per garantire adeguatamente la sicurezza del cittadino, la vivibilità degli spazi aperti, il rispetto dell'ambiente, le migliori condizioni di lavoro per la categoria dei trasportatori già di per sé in difficoltà, e oggetto di continui attacchi"