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Pescara, 26/04/2026
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Data: 07/09/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Napolitano: «È stato fatto molto. E vedo fiducia nelle istituzioni». Il presidente visita Onna e il centro storico, salutato con calore dalla gente

L'AQUILA - «Mi si apre il cuore nel vedere ciò che è stato fatto». Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è tornato ieri pomeriggio a Onna. C'era già stato il 9 aprile: allora c'erano solo macerie, case distrutte e il dolore per le tante vittime. Oggi, a cinque mesi di distanza, a Onna è pronto il villaggio di 94 case di legno che dal 15 settembre ospiterà gli sfollati. Napolitano lo ha visitato ed è rimasto visibilmente colpito: «Ho visto cose molto belle, un esempio carico di significato, affettivo e morale». Il capo dello Stato, accompagnato dalla moglie Clio e da un seguito ristretto, è arrivato in auto a Onna alle 16.30, puntualissimo. È stato accolto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, da Guido Bertolaso, dalle autorità locali, da Bruno Vespa, che ha promosso la raccolta fondi per la nuova scuola materna e dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, che ha curato la realizzazione del villaggio. Gli onnesi, assiepati dietro una transenna, hanno salutato il presidente con un lungo applauso. Napolitano si è poi fermato davanti all'albero della memoria, dove furono sistemate le vittime del terremoto. Un momento breve, ma molto intenso. Napolitano, visibilmente emozionato, ha osservato in silenzio la targa che ricorda i morti, poi ha voluto visitare la zona rossa del paese. L'ultima "tappa" è stata quella al nuovo asilo, costruito sul progetto di Giulia Carnevale, la giovane di Arpino morta sotto le macerie della sua casa in via dell'Orto Agrario. Napolitano si è intrattenuto a lungo con la famiglia della ragazza, con la madre Angela, il padre Giulio e la sorella Laura. «Questo progetto aiuterà vostra figlia a vivere» ha detto stringendo le mani dei tre con estremo calore e grande commozione. La madre di Giulia ha ringraziato: «Sono felice perché in questa scuola verranno i bambini, che sono il segno della vita che nasce». Napolitano ha poi sottolineato l'importanza della solidarietà per la ricostruzione: «Qui ci sono tanti pezzi di Italia che si sono riuniti, ma anche il grande contributo di un Paese amico, la Germania. Qui c'è la solidarietà del Trentino e degli italiani con i soldi raccolti da Porta a Porta. C'è anche la capacità della Croce Rossa e di tutti coloro che hanno realizzato queste opere. È veramente una prova concreta di cosa abbia significato la mobilitazione solidale dell'Italia». Il presidente, prima di assistere al concerto del maestro Muti, si è recato nel centro storico dell'Aquila. Ha sostato davanti alla chiesa delle Anime Sante, dove gli sono stati illustrati gli interventi in corso. Ha preteso lo spostamento di una transenna per salutare alcune persone (anche napoletani) che lo acclamavano in piazza Duomo. «Pare che ci sia molta gente con il morale alto e gente sorridente e questo è molto importante - ha detto Napolitano -. C'è fiducia nelle istituzioni e con quello che è accaduto non era scontato».

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