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Pescara, 26/04/2026
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Data: 08/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Ecco perchè il delfino è diventato scomodo di Gianfranco Pasquino

Le tensioni all'interno del Pdl sono reali, probabilmente accresciute dalla gestione un po' sconsiderata dei rapporti con stampa e Vaticano. Adesso, tanto per contribuire a tenere vigoroso il tono del dibattito, Vittorio Feltri ha deciso di attaccare Gianfranco Fini. Evidentemente Feltri gode di qualcosa di simile a una licenza di colpire bersagli grossi.
Sicuramente, nel momento in cui, per riannodare un rapporto decente con le gerarchie cattoliche, alcun esponenti del Pdl e lo stesso Berlusconi annunciano di essere in sintonia con la Chiesa sul testamento biologico, le posizioni di Fini creano imbarazzo. Per di più, il presidente della Camera ha anche abbastanza potere istituzionale per rendere difficile l'approvazione del testo, alquanto repressivo e oscurantista, licenziato dal Senato.
Quello di Feltri ha le caratteristiche di un attacco preventivo, ma va anche oltre. Anzitutto, segnala che le voci dissenzienti - i laici dichiarati nel Pdl sono pochi, anche se alla Camera potrebbero farsi sentire - non saranno affatto gradite.
Esiste anche una seconda ragione per la quale alzare il tiro della critica contro Fini appare necessario per tutti i berlusconiani, a cominciare da Gasparri e Quagliariello. Da un lato, Fini catalizza un po' di dissenso interno; dall'altro, è evidente che anche se non lo volesse, è un candidato plausibile al dopo-Berlusconi. Non è, però, affatto il candidato che Berlusconi preferirebbe, ma che non può investire adesso, in una fase non proprio brillante della sua leadership, con il rischio di indebolirsi. Da ultimo, ai vari livelli del Popolo della libertà c'è una duplice consapevolezza: senza Berlusconi non sarà facile tenere unito il partito; con Fini bisognerà ridefinire i programmi, ma anche i rapporti, attualmente idilliaci, con la Lega. Fini non si lascerà emarginare ma, se vuole ereditare il partito, non si lascerà trascinare a uno scontro con i berluscones. Non è escluso, però, che lo scontro sia desiderato, all'ombra di Feltri, da altri.

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