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Pescara, 26/04/2026
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08/09/2009
Il Messaggero
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Scuola, 600 aquilani sulla costa. Tutti gli altri torneranno nella loro città. Chiodi, piano per gli istituti |
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PESCARA - C'è voglia di tornare nelle proprie case e alla vita di tutti i giorni. Scuola compresa. Scuola che, all'Aquila, riaprirà i battenti il prossimo 21 settembre. Nonostante il settore sia sul piede di guerra per i tagli ministeriali, tanto che in tutte le province sono previsti sit-in di protesta, nel Comune capoluogo di regione si aggiungono anche i disagi post-sismici. Sulla voglia di tornare ad una vita normale parla anche un dato, riferito dal responsabile dell'ufficio scolastico regionale, Carlo Petracca: «Sugli oltre undicimila studenti del capoluogo di regione una manciata, appena 600, ha chiesto il nulla osta per frequentare le scuole dei centri sulla costa dove sono stati alloggiati in questi ultimi mesi. Quei genitori hanno paura di rimandare i propri figli nelle strutture scolastiche lesionate dal sisma, motivo per cui abbiamo organizzato, da oggi (ieri per chi legge; ndr) a sabato 19 settembre una serie di riunioni in ogni istituto, per tranquillizzare gli animi». Durante questi incontri un gruppo di esperti sarà a disposizione dei docenti, del personale non docente e dei genitori degli studenti. L'iniziativa era partita lo scorso 3 settembre con una conferenza di servizi, rivolta ai capi d'istituto dei Comuni del cosiddetto "cratere", durante la quale sono state date indicazioni sulla sicurezza: dalle vie di fuga cui fare riferimento in caso di nuove scosse telluriche, alle aree di raccolta ed a qualsiasi altra informazione utile. Per offrire maggiori garanzie, durante la prima settimana di lezioni, davanti a ogni istituto, saranno presenti sia i vigili del fuoco che il personale della Protezione civile. Tasto dolente, anche all'Aquila come del resto in tutta la regione, è quello dei precari che sono sul piede di guerra. «Rispetto all'anno scorso -aggiunge Petracca- , sugli attuali 1.109 docenti circa una metà sarebbe stata destinata a rimanere senza lavoro, ma grazie a un'ordinanza firmata dal premier Silvio Berlusconi il 15 agosto scorso, con i quali 19milioni e 400mila euro sono tornati di competenza della scuola, saremo in grado di dare ulteriori incarichi, riuscendo in tal modo a ridurre il numero dei precari. La cifra inizialmente stanziata per la scuola era stata dirottata alla ricostruzione di prefabbricati, scelta che avrebbe significato la chiusura di classi poco numerose e ulteriori disagi per l'eventuale servizio di trasporto e per permettere agli studenti di frequentare le lezioni. Ho così segnalato le grandi disfunzioni al Ministero, e siamo riusciti a recuperare la somma». Intanto ieri, convocata dal governatore Gianni Chiodi in qualità di commissario delegato per la ricostruzione degli edifici pubblici, si è riunita la conferenza di servizi per definire il piano di interventi per il ripristino degli edifici scolastici. Nel corso dell'incontro sono stati individuati i criteri che porteranno alla definizione di un elenco di scuole bisognose di lavori urgenti, ma di pronta realizzazione, in grado di assicurare la regolare ripresa dell'anno scolastico. «E' stato un incontro molto proficuo -ha detto Chiodi- che servirà ad accelerare l'iter per gli interventi negli istituti di tipo B fuori dall'Aquila, dove i lavori sono già in corso. La conferenza ha dovuto selezionare non le priorità, ma le priorità delle priorità: piccole ma significative opere, essenziali per garantire l'offerta didattica». Disponibili per questo tipo di interventi anche 20 milioni di euro da attingere dai fondi Cipe. Chiodi: «Questo per quanto riguarda le urgenze. Stiamo già programmando interventi più importanti nelle scuole che saranno realizzati man mano che si libereranno le risorse».
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