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Data: 08/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Intesa Confindustria-Cgil, resta l'incognita contratti

ROMA. Non è stato facile per la Confindustria gestire la crisi economica senza, e contro, un interlocutore come la Cgil, nelle categorie e nei territori. Ora che però si avvicinano importanti rinnovi contrattuali, l'incognita rappresentata dall'accordo separato mentre la crisi sta investendo occupazione e apparato produttivo deve aver spinto Emma Marcegaglia a compiere il gran passo. Epifani ha raccolto la disponibilità al dialogo subordinando l'intesa a garanzie precise sulla difesa dell'occupazione e dell'apparato produttivo. Una prima fase sarà quella di fare fronte comune nei confronti del governo su ampliamento degli ammortizzatori e riduzione del fisco sulle buste paga. Ma cosa accadrà quando la Cgil vorrà rinnovare i contratti secondo le vecchie regole? Raffaele Bonanni, che insieme alla Uil ha firmato l'accordo separato sulla riforma della contrattazione, non ha dubbi. Ritiene che «in questo ultimo miglio che ci separa dalla ripresa, spero che la Cgil riprenda il cammino assieme agli altri sindacati». Riguardo all'autunno, il numero uno della Cisl ritiene che «si ci sarà responsabilità sarà un autunno responsabile. Se ci saranno irresponsabilità dal governo o da parte di soggetti sociali è chiaro che ci saranno solo guai».
Mentre Giuliano Cazzola, senatore del Pdl, si chiede perché questa «voglia matta della Cgil» da parte confindustriale, ad Epifani arriva un avvertimento dal segretario di Rinfondazione comunista, Paolo Ferrero: «La logica della Confindustria è quella di chiedere tutto a tutti senza alcun impegno proprio». Per questo «chiediamo alla Cgil una mobilitazione generale» invece di «abboccare all'amo della Marcegaglia».

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