Riaperture differenziate da giovedì ma senza scuolabus per dieci giorni. Apre la Umberto I In città subito vacanza per le feste patronali
LANCIANO. È caos trasporti a pochi giorni dalla riapertura delle scuole. I servizi comunali, compreso il trasporto degli alunni con i bussini pubblici, saranno attivi soltanto dal 21 settembre, data del rientro in classe stabilita dal calendario regionale. Ma, in virtù dell'autonomia, alcune scuole apriranno in notevole anticipo: in città le prime campanelle suoneranno già dopodomani, giovedì. Si prevedono perciò disagi, che si sommeranno a quelli per il centro "blindato" per le feste. In attesa del rientro in classe, intanto si conferma un calo di studenti iscritti negli istituti superiori.
Aperture. Solo una minoranza di scuole ha stabilito l'inizio del nuovo anno scolastico alla data indicata dalla Regione. E questo in virtù dell'autonomia scolastica. Alcune scuole anticipano il ritorno sui banchi per poi subito concedere qualche giorno nel clou delle feste settembrine. Il sindaco Filippo Paolini ha disposto per mercoledì 16 il giorno della festività patronale. La maggior parte degli istituti scolastici ha invece deciso di aspettare che il caos del Settembre lancianese fosse archiviato per ricominciare le lezioni.
Caos Trasporti. Non così il I circolo didattico, la media Umberto I, l'istituto De Titta e l'Itcg Fermi. Ma mentre per gli studenti più grandi è attivo il trasporto urbano, la scelta delle scuole primarie creerà non pochi problemi sul fronte dei trasporti e della viabilità. I pullmini comunali ripartiranno dal 21. Ad accompagnare e riprendere i figli a scuola dovranno essere i genitori, che però protestano. «La disfunzione non è da attribuire al Comune», mette le mani avanti Cesarino Bomba (Pdl), consigliere e presidente della commissione Istruzione, «per tempo era stato comunicato alle scuole che i servizi comunali sarebbero ripresi secondo il calendario scolastico regionale. Tant'è che molte scuole si sono adeguate». Per le scuole medie e superiori gli autobus scolastici, compresi quelli dei pendolari, torneranno a circolare ufficialmente il 17 (con base in piazza Allegrino, ai Cappuccini, fino al 20 per le giostre alla Pietrosa). Chi comincia prima si arrangia.
Iscritti in calo. Oltre al caos trasporti, gli istituti superiori fanno i conti con la diminuzione degli iscritti. A un calo demografico generale, per alcune scuole si somma la concorrenza dei centri vicini. «L'apertura di sezioni nei comuni vicini ci fa perdere studenti», dice Vincenzo Libertini, dirigente del liceo scientifico che, per la prima volta, scende sotto i mille studenti. Restando a studiare nel posto d'origine si risparmia, ad esempio, sul trasporto. «L'aver autorizzato istituti comprensivi a Casoli, Atessa o Guardiagrele ha rosicchiato studenti a Lanciano», aggiunge Pasquale Sasso, consigliere comunale Pd e responsabile amministrativo del Da Vinci che scende a 750 iscritti (erano oltre 800). Il liceo classico ha perso la sezione staccata di Atessa, diventata autonoma. «Questo genera l'aumento del costo delle strutture», continua Sasso, «a scapito della varietà di scelta dei corsi di studio».