Iscriviti OnLine
 

Pescara, 28/04/2026
Visitatore n. 753.507



Data: 09/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
La Sevel riapre ma per 12 giorni. In cinquemila al lavoro, irrisolto il problema del caro-abbonamenti bus

ATESSA. Riparte oggi l'attività produttiva della Sevel. Dopo l'ennesima cassa integrazione (Cig), scattata il 31 agosto, i 5.200 lavoratori dello stabilimento tornano al lavoro, sia pure solo per 12 giorni. E si rimette in moto anche l'indotto, che conta altri 2mila addetti. Ma le previsioni non sono rosee e ai problemi della crisi si aggiungono anche quelli del caro-abbonamenti per i bus.
Stando alle anticipazioni di mercato, si conferma anche per l'autunno la crisi del comparto dei veicoli commerciali. I buoni segnali di ripresa dell'auto non sembrano infatti toccare nemmeno minimamente il settore. La conferma arriva da un altro periodo di Cig che la Sevel ha già programmato dal 25 settembre al 4 ottobre.
Dati che contrastano con i tempi di attesa per avere un furgone Ducato. Ma la Sevel, di fronte alla crisi, concentra la produzione programmata per economizzare sulle spese di funzionamento degli impianti ed ecco fornita la spiegazione dei presunti ritardi nelle consegne.
Per i prossimi mesi le stime di vendita non sono al rialzo e la fabbrica più grande d'Abruzzo dovrebbe perciò alternare settimane di lavoro a nuovi stop produttivi col ricorso alla Cig.
Intanto è il costo salato dei trasporti pubblici a far infuriare i lavoratori-pendolari. Nei giorni scorsi la Fiom-Cgil aveva chiesto alla Regione e alle autolinee di riproporzionare il prezzo degli abbonamenti settimanali al reale utilizzo del servizio. Durante questa settimana, infatti, i giorni lavorativi effettivi sono solo tre, perché il 7 e 8 la Sevel e tutte le fabbriche dell'indotto hanno effettuato la Cig. Ma i pendolari sono stati costretti a pagare per intero il costo del trasporto.
«I dirigenti del servizio trasporti della Regione non hanno voluto assumere impegni di fronte alla richiesta, trincerandosi dietro la normativa vigente che prevede in cinque giorni il periodo minimo di validità degli abbonamenti», afferma la Fiom-Cgil della Sevel. «Abbiamo proprosto di fare una deroga, ma ci è stato risposto che c'erano problemi di bilancio», prosegue. Sulla questione, che interessa le tasche di migliaia di dipendenti della Val di Sangro, la Fiom attacca a tutto campo la Regione.
«E' evidente che non si tiene conto della crisi e delle difficoltà che vivono i lavoratori, come era già stato dimostrato dall'assenza dei rappresentanti dell'Abruzzo al tavolo sindacale con le Regioni su cui gravitano stabilimenti Fiat», è l'affondo della Fiom. «Anche dal Molise non abbiamo avuto risposte né è stato possibile ottenere un incontro per discutere del problema», incalza il sindacato metalmeccanici della Cgil.
Stoccate arrivano anche alla politica di sostegno ai redditi. «Nelle altre regioni, utilizzando i fondi europei per la formazione continua, si fanno provvedimenti per integrare i salari dei cassintegrati. In Abruzzo niente, nemmeno per i precari licenziati e che hanno ormai perso anche il sostegno di disoccupazione», accusa la Fiom.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it