L'AQUILA- Non convincono l'Italia dei Valori i provvedimenti di Regione e governo per contenere la crisi. Al punto che Alfonso Mascitelli, segretario regionale del partito dipietrista, tira in ballo direttamente l'esecutivo nazionale chiedendogli di fare chiarezza «sull'esatto ammontare delle risorse economiche a disposizione della nostra regione». Una presa di posizione che ha fatto storcere la bocca all'assessore regionale al Bilancio Carlo Masci che ha riposto seccamente: «L'Italia dei Valori cerca come al solito visibilità. Quella del senatore Mascitelli è una posizione politica scontata, che può anche far parte della strategia dei partiti dell'opposizione alla ripresa autunnale, ma che ci lascia del tutto indifferenti perché abbiamo i numeri dalla nostra parte». Un'altra bella polemica, insomma, che va aggiungersi a quelle che stanno caratterizzando questo scorcio d'estate e che ha al centro, guarda caso, sempre l'economia che sembra ormai un otto volante: va giù, poi risale, poi scende ancora con cifre contraddittorie che non danno certezze.
Ecco perché Mascitelli non si fida dei numeri che circolano. «L'ultimo rapporto Svimez- osserva- conferma la grave crisi occupazionale e del sistema produttivo della nostra regione. E' una condizione di difficoltà che imporrebbe riforme strutturali e risorse economiche vere ed adeguate se davvero si vuole sostenere la ripresa dell'economia regionale in tempi certi che non ammettano più ritardi e tentennamenti. Il che non si sta purtroppo verificando, viste le incertezze della politica regionale che non adotta decisioni adeguate».
Per Mascitelli, insomma, non ci sono né le une né le altre. Inoltre richiederebbero tempestività d'interventi «perché i loro effetti benefici non si potranno vedere subito». Il senatore dell'Italia dei valori chiede una riforma radicale della Fira per avere una finanziaria regionale che «garantisca e promuova le opportunità di sviluppo del nostro territorio; lo scioglimento dei consorzi industriali che continuano ad accumulare debiti senza produrre servizi moderni ed efficienti e si sovrappongono alle potenzialità di sviluppo dei distretti industriali». Eppoi ci sono davvero gli 856 milioni di fondi Fas a disposizione dell'Abruzzo nei prossimi cinque anni per lo sviluppo delle imprese e delle attività produttive, o questa asserita disponibilità finanziaria non va piuttosto verificata fino in fondo? Anche perché, secondo Mascitelli, negli ultimi decreti legge questi fondi «sono stati usati come una sorta di Bancomat o un gioco delle tre carte». Una domanda sui Fas fa saltare la mosca al naso a Masci che si sente provocato. «Ma di che cosa va parlando Mascitelli?- dice l'assessore al Bilancio- Quelli sono soldi veri, reali, già assegnati all'Abruzzo. Fanno parte del pacchetto per il Mezzogiorno d'Italia che, per i prossimi cinque anni, prevede l'85% di fondi al centro-sud e il 15 per cento al nord. Questo Mascitelli lo sa bene, come sa bene che quei soldi rappresentano soltanto una parte dei finanziamenti assegnati all'Abruzzo».
Ma per il senatore dell'Italia dei Valori il pericolo è che ci si limiti al solo annuncio di buone intenzioni. «Perciò- dice- servono leggi organiche che contengano misure per le piccole e medie imprese dell'artigianato e del commercio che hanno priorità assoluta, mentre per il momento sono assenti dall'agenda della maggioranza di centrodestra». Mentre è da considerarsi- aggiunge- «un pannicello caldo la copertura economica del pacchetto anticrisi siglato dalla giunta regionale e dalle banche, perché non tutte le piccole e piccolissime imprese avranno la possibilità di accedere al modesto finanziamento di 10.000 euro per avviare attività o usufruire del fondo di consolidamento delle passività. Per non parlare del fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà per la perdita del posto di lavoro, del tutto insufficiente a fronteggiare la situazione».
Ribatte Masci: «Mascitelli fa soltanto polemica politica. L'esecutivo regionale sta facendo del suo meglio. Noi abbiamo stanziato dei soldi per far fronte alla crisi pur nelle condizioni di difficoltà in cui versa il bilancio regionale. Per questo abbiamo avuto consensi anche dai sindacati». L'assessore al Bilancio torna poi a sottolineare le disponibilità che l'Abruzzo avrà nei prossimi anni: «Oltre ai finanziamenti del Fondo sociale europeo, a quelli del Fondo europeo per lo sviluppo rurale, e agli interventi per le aree terremotate, tutta la regione potrà giovarsi di qui al 2013 dei fondi per le infrastrutture. Sono sei miliardi di euro che cambieranno il volto dell'economia regionale, anche se serviranno progetti cantierabili. Per questo sarà determinante il contributo delle singole amministrazioni. Ma è questa la scommessa che deve vincere l'economia regionale».