Uil: una buona notizia Pd: escluso chi lavora nelle piccole imprese
ROMA. Un tavolo per discutere di defiscalizzazione del salario legato alla contrattazione di secondo livello. Lo ha annunciato ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. L'incontro con le parti sociali dovrebbe tenersi entro tre settimane. «Una buona notizia» commenta Luigi Angeletti, segretario generale della Uil.
Defiscalizzare gli aumenti, dice il sindacato, è un obiettivo raggiungibile ma serve un «accordo per renderlo permanente». La detassazione, in base all'accordo firmato da Cisl e Uil con Confindustria, scade infatti a fine anno. La richiesta della Uil per raggiungere il traguardo di ?zero tasse' è di elevare a 40mila euro il tetto di coloro che possono usufruirne. Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl, chiede che la detassazione del 10% in vigore solo per quest'anno «venga resa strutturale per i prossimi» ma bisogna «finanziare la decontribuzione del secondo livello di contrattazione». La proposta era già stata bollata come «un sogno» dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi.
Il Pd valuta con maggiore prudenza l'annuncio del governo. Secondo Cesare Damiano, responsabile dell'area lavoro del partito, «la promessa del premier di aprire un tavolo di contrattazione andrebbe completata».
L'esponente democratico ritiene che l'iniziativa annunciata riguardi solo coloro che hanno la contrattazione decentrata «cioè una minoranza di lavoratori con la quasi completa esclusione delle piccole imprese». Bisogna quindi affrontare «a complemento - conclude Damiano - il tema della pressione fiscale su tutte le retribuzioni fino a 30mila euro all'anno. In questo modo si adotterebbe una misura equa in grado di far riprendere i consumi». Intanto il clima attorno al rinnovo dei contratti si sta riscaldando.
Federmeccanica ritiene opportuno rinviare nuovi aumenti salariali: «Cercheremo di far capire ai sindacati - spiega il vice presidente Luciano Miotto - che gli sforzi che si stanno facendo per salvare posti di lavoro si traducono in una necessità di posticipare gli aumenti». Questo potrebbe ostacolare la trattativa che ripende domani e che vede i sindacati presentarsi con due piattaforme: una triennale di Fim-Uilm e l'altra della Fiom per il biennio.
Federmeccanica annuncia che non intende avviare il confronto su quella della Fiom, sindacato maggioritario, prefigurando un nuovo accordo separato nella più importante categoria dell'industria.
Dopo i metalmeccanici a seguire saranno rinnovati i contratti di edili, chimici, alimentaristi e pubblici dipendenti.