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Pescara, 26/04/2026
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09/09/2009
Il Messaggero
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Contratti, tavolo per detassare gli aumenti. Cisl, Uil e Ugl: «Buona proposta, ma il carico fiscale va azzerato» |
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Annunciato dal premier: riguarda gli accordi di secondo livello. Federmeccanica: settore in crisi, salari bloccati ROMA «Entro due, tre settimane si aprirà un tavolo per discutere sulla defiscalizzazione del secondo livello di contrattazione». Parola di Silvio Berlusconi (all'inaugurazione di Milano Unica) che così aggiunge un nuovo tema al primo confronto governo-sindacati-Confindustria sulla partecipazione dei lavoratori agli utili delle imprese che si aprirà domani al ministero del Welfare. «Una buona notizia» per Cisl, Uil e Ugl che da tempo aspettavano un concreto sostegno all'accordo sulla riforma dei contratti, sottoscritto da Bonanni, Angeletti e Polverini, ma non dalla Cgil di Guglielmo Epifani. Ed arriva anche alla vigilia dell'avvio delle trattative per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Una partita, quest'ultima, che si annuncia difficile per l'oggettiva spaccatura all'interno del sindacato sulle richieste da presentare e per le difficoltà in cui si dibatte il settore. Difficoltà che ieri sono state evidenziate da Federmeccanica. L'associazione delle imprese meccaniche ha denunciato che nel secondo trimestre dell'anno si è registrata una contrazione della produzione del 33,7% rispetto allo stesso periodo del 2008 e del 9,9% in confronto al trimestre precedente. Nel mese di giugno nelle aziende metalmeccaniche con oltre 500 dipendenti l'occupazione è diminuita del 3% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. E le aspettative si confermano negative. «Un'impresa su tre - ha avvertito il vice presidente, Luciano Miotto - dovrà ridurre l'occupazione e in questa situazione è opportuno rinviare gli aumenti». Ma questo è un capitolo che affronteranno direttamente da domani le "tute blu" con Federmeccanica. Ieri l'attenzione dei sindacati si è polarizzata sulla anticipazione del premier: detassazione sugli aumenti salariali di secondo livello. Totale o parziale? Per il 2009 è ancorata al 10%. E', appunto, il cuore della discussione. Un'eventuale azzeramento del carico fiscale costerebbe circa un miliardo all'anno, nel senso di minori entrate per lo Stato. Secondo il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini «almeno nella fase iniziale della contrattazione di secondo livello e ai fini di una sua forte incentivazione e per rilanciare la produttività, sarebbe auspicabile una detassazione completa degli aumenti salariali». Ed anche l'obiettivo della Uil. «Puntiamo all'obiettivo zero tasse», dice Luigi Angeletti che chiede anche al governo di alzare a 40.000 euro il tetto di coloro che possono usufruire della detassazione. «Importante è aprire il confronto - commenta il numero uno dell'Ugl, Renata Polverini - anche perchè la detassazione sul secondo livello rappresenta il primo passo verso un riequilibrio di un sistema fiscale iniquo. L'Italia soffre da tempo di un problema complessivo di tassazione troppo elevata ai danni soprattutto dei redditi fissi, da lavoro ma anche da pensione». La Cgil, al momento, non si pronuncia anche se è un fatto che la confederazione di corso d'Italia non ha firmato l'intesa sulla riforma del modello contrattuale. E' ancora un fatto che il responsabile Lavoro del Pd ed ex ministro del Welfare, Cesare Damiano, definisce incompleta la proposta di Berlusconi. «E' una proposta - dice - che andrebbe completata anche perchè l'iniziativa riguarda soltanto coloro che hanno la contrattazione decentrata, cioè una minoranza di lavoratori e la quasi completa esclusione delle piccole imprese».
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