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Pescara, 26/04/2026
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Data: 10/09/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fondi all'Abruzzo, è polemica continua. D'Amico: «Soldi sulla carta». Giuliante: «Falso»

L'AQUILA-Sono ancora fonte di polemica i finanziamenti destinati dal governo all'Abruzzo. Giorni fa Mascitelli dell'Italia dei Valori chiedeva chiarezza sugli 850 milioni di Fondi Fas che la Regione distribuirà alle imprese per il prossimo quinquennio, prendendosi i rabbuffi di Carlo Masci, assessore regionale al bilancio, che lo ha accusato di dar vita a una diatriba strumentale. Ieri è toccato al vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D'Amico tirare di nuovo in ballo i sette miliardi del "patto per l'Abruzzo", un protocollo siglato da governo e Regione nel maggio scorso e che prevede la realizzazione di infrastrutture ferroviarie, portuali, aeroportuali, stradali per i prossimi anni. Mascitelli, dice in sostanza D'Amico, può anche stare tranquillo per gli 850 milioni di fondi Fas «la cui acquisizione è cominciata già quando ero io assessore al Bilancio con la giunta Del Turco, e che ora mi sembra un fatto pacifico». Quei soldi, tuttavia, vanno veicolati, «ma da questo punto di vista- aggiunge- non si vedono atti dell'esecutivo per allocare quelle risorse che farebbero davvero comodo al sistema produttivo regionale». Un'affermazione che il capogruppo del Pdl alla Regione, Gianfranco Giuliante, non ha per niente gradito. «Ci risiamo- ha replicato a D'Amico- ogni volta che dalla maggioranza si sottolinea un risultato positivo ottenuto in qualche modo, sia su imput del governo sia per l'impegno della Regione, il centrosinistra ricomincia con l'esercizio del dubbio. Perché l'opposizione ha eretto il dubbio a metodo di lavoro anche di fronte alla situazioni più chiare. E la cosa è andata via via intensificandosi dal terremoto del 6 aprile, mettendo nel mirino tutti i provvedimenti adottati dal governo regionale da quel giorno in poi».
E la polemica si è fatta più aspra quando D'Amico ha espresso dubbi pesanti sui sette miliardi del protocollo per l'Abruzzo. «L'intesa sottoscritta in primavera- ha detto- non reca la firma del ministro dell'Economia e non è sorretta da strumenti normativi specifici. Sul punto Mascitelli ha ragione a meno che l'assessore Masci non provi il contrario». D'Amico porta ad esempio la parte del protocollo in cui si parla della ferrovia L'Aquila- Tagliacozzo per velocizzare i collegamenti tra il capoluogo e Roma. «Sono 40 chilometri di cui 24 in galleria. Costo complessivo iniziale tre-quattrocento milioni. Per ora non ci sono risorse finanziarie a sostenere questo progetto. Dunque è semplicemente carta scritta. Se poi si pensa che il valore nazionale del rientro dei capitali dall'estero (il cosiddetto scudo fiscale ndr) è di due-tre miliardi, la cifra di sette miliardi per l'Abruzzo è quanto meno esagerata».
Ma Giuliante la pensa diversamente. «Le carte ci sono-dice- e parlano chiaro. Il protocollo sottoscritto da Regione e governo è stato inserito come allegato alla fine di luglio nel Documento di programmazione economica e finanziaria per gli anni 2010-2013 e per questo è diventato vincolante. La polemica sollevata dal centrosinistra non ha motivo di essere, se non quello di non riconoscere ciò che si sta facendo. Oggi, per questa regione, sarebbe opportuno invece fare quadrato, tutti, nessuno escluso».








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