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Data: 10/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Berlusconi-Fini, è un braccio di ferro «Fraintendimenti, tutto chiarito». Ma il presidente della Camera non è d'accordo

Battuta del Cavaliere alla festa dei giovani del Pdl: «Per le ragazze è obbligatorio lasciare il numero di telefono»

ROMA. Solo un «fraintendimento», tutto chiarito. Una valutazione «riduttiva» e che rischia di complicare ancora di più i problemi. Nuovo botta e risposta fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini e nuova conferma del braccio di ferro ormai ufficiale nel Pdl. E oggi tocca a Fini parlare da Gubbio.
«Per le ragazze è obbligatorio lasciare il numero di telefono». Anche nel giorno in cui dilaga il sexy-gate, Silvio Berlusconi non rinuncia alle battute. Interviene alla festa dei giovani del Pdl, nei pressi del Colosseo, ripete i suoi tanti successi, i mille record e miracoli del suo governo e poi, come ricetta, torna a consigliare di non leggere i giornali. «Se posso darvi un consiglio - dice ai militanti della Giovane Italia - impiegate il vostro tempo in modo diverso e non sprecatelo leggendo i giornali. Io lo faccio da tempo e sto molto meglio». Nuovo materiale per la manifestazione del 19 a difesa della libertà di stampa.
Riprova anche a seppellire di nuovo lo scontro con Fini. Solo un «fraintendimento», assicura. Oggi abbiamo avuto un colloquio al telefono molto cordiale, tutto chiarito, ci vediamo sabato. Neanche per sogno, gli manda a dire solo pochi minuti dopo il presidente della Camera. «Per quanto l'ottimismo di Berlusconi sia proverbiale - ironizza infatti Fini - definire fraintendimento le tante valutazioni di carattere politico su cui nel Pdl è necessario discutere è non soltanto riduttivo, ma soprattutto rischia di non contribuire a risolvere i problemi».
Le divisioni e le differenze che Berlusconi cerca di cacciare sotto il tappeto, rispuntano insomma fuori ogni volta, più vistosamente, attraverso le parole di Fini. Anche se la posizione del presidente della Camera sembra fortemente minoritaria nel Pdl. Una spia di questo è emersa anche ieri sera. Quando Berlusconi si sforzava di assicurare che tutto andava nel migliore dei modi una voce dalla platea (fatta di giovani ex-An) lo esorta: «Ma lassalo perde quello lì che è mejo».
Berlusconi spiega il «fraintendimento» a proposito di immigrazione. Rivendica al suo governo il merito di aver respinto il 92 per cento degli stranieri. Ripete che la «strategia subdola» della sinistra è chiara: aprire tutte le frontiere per far entrare «5-6 milioni di africani» a cui dare il voto per rovesciare la maggioranza dei moderati e dar vita a una «Italia multietnica». Un "pericolo" di fronte al quale assicura che il suo governo gestirà con «estremo rigore» l'immigrazione.
Fini si era offeso perché si era sentito chiamato in causa per quella «subdola strategia». Ma Berlusconi assicura che no, non ce l'aveva con il presidente della Camera perché lui propone di concedere il voto alle amministrative solo agli immigrati regolari (come se ci fosse qualcuno che propone di dare il voto ai clandestini). E comunque, ripete Berlusconi, lui rispetta anche le posizioni difformi di Fini.
Un Fini che non ci sta più a subire in silenzio l'asse Pdl-Lega (che lo ha tra l'altro escluso per adesso anche nelle decisioni sulle candidature per le regionali). Se nel Pdl, e anche nell'ex An, il presidente della Camera può contare solo su un manipolo di fedelissimi, il «Secolo d'Italia» di ieri era tutto con lui. «Sì, c'è un problema nel Pdl», titolava infatti il giornale dell'ala An del partito. E fra editoriali, articoli, corsivi e lettere (tutti per Fini), si annunciava un intervento «forte» del presidente della Camera per oggi a Gubbio al seminario del Pdl.

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