Dal Cdm via libera al decreto legge salva-infrazioni, proposto dal presidente del Consiglio e dal ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi e finalizzato a un assolvimento rapido di obblighi nei confronti dell'Unione europea per ovviare a procedure di infrazione per ritardato o non corretto recepimento di direttive comunitarie. Nel provvedimento, oltre alla norma salva-precari, trovano posto disposizioni a tutela del made in Italy, viene modificata la normativa sui servizi pubblici locali di rilevanza economica. Lo scopo, spiega il comunicato di Palazzo Chigi, č quello di adeguare la disciplina all'ordinamento comunitario e incrementare la spinta liberalizzatrice in un quadro regolatorio certo e chiaro, che incentiva l'iniziativa dei soggetti privati, riducendo i costi per le pubbliche amministrazioni e garantendo la migliore qualitą dei servizi resi agli utenti.
«Sono molto soddisfatto - ha sottolineato il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto - per l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri di una norma che, emendando l'articolo 23 bis del decreto legge 112 del 2008, risolve alcuni nodi interpretativi dell'applicazione della precedente norma in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica». L'articolo 23-bis introduce una disciplina comune per il conferimento della gestione, per la definizione della transizione al nuovo regime con una serie di norme a carico dei soggetti titolari della gestione di servizi pubblici locali non conferiti mediante procedure competitive e affida al governo il compito di emanare un regolamento di delegificazione».
«Il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri - ha precisato Fitto - ha il fine di aumentare la liberalizzazione dei servizi pubblici locali agevolando l'iniziativa dei privati, riducendo i costi per le pubbliche amministrazioni e garantendo una migliore qualitį per gli utenti. In particolare, si chiarisce che l'affidamento a societį miste pubbliche e private, mediante procedura ad evidenza pubblica per la selezione del socio operativo
(cosiddetta "gara a doppio oggetto"), rientra tra le modalitį ordinarie di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, in linea con la comunicazione interpretativa della Commissione europea del 5 febbraio 2008, prevedendo, contestualmente, che al socio privato sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40 per cento». La previsione di una partecipazione del socio privato al capitale non inferiore al 40%, ha proseguito il ministro, "impone nei fatti un ruolo del privato nella gestione della societį mista che incentiva l'efficienza. Sempre in tema di affidamento della gestione voglio ribadire la straordinarietį - direi una residualitą marginale - dell'affidamento in house della gestione, sottoposta a stringenti requisiti verificati dall'Autoritį garante della concorrenza e del mercato».