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Pescara, 09/05/2026
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Data: 05/10/2005
Testata giornalistica: Il Centro
Otto ore di stop il 25 novembre, 4 in più rispetto alla mobilitazione nazionale Sciopero regionale per la vertenza Abruzzo

PESCARA. Alla fine in sindacati hanno deciso. Lo sciopero generale del 25 novembre avrà anche una coda, una lunga coda, dedicata alla "vertenza Abruzzo". Nella regione le 4 ore dello sciopero nazionale diventeranno otto, l'intera giornata. Lo hanno deciso le segreterie regionali di Cgil, Cisl, Uil al termine di una riunione che si è svolta venerdì pomeriggio a Pescara. La protesta si svolgerà contemporaneamente allo sciopero nazionale di 4 ore sulla Finanziaria e ha l'obiettivo di ottenere risposte efficaci contro la crisi in atto nel settore produttivo e di rilanciare la vertenza Abruzzo. La manifestazione regionale si svolgerà all'Aquila, nella cui provincia sono concentrate le vertenze più pesanti e delicate dell'industria abruzzese, a cominciare dal polo elettronico. «Il confronto e la concertazione, oltre che sui punti della piattaforma sopra indicata», hanno affermato i segretari regionali dei sindacati Franco Leone (Cgil), Gianni Tiburzi (Cisl), Roberto Campo (Uil), «dovranno dispiegarsi sull'insieme dei temi di rilevanza regionale: dalla riforma della pubblica amministrazione alle politiche sociali; dal contrasto alla povertà all'ampliamento del welfare sociale e alle politiche di sostegno ai pensionati e agli anziani; dall'integrazione tra sociale e sanità alle azioni per combattere il lavoro precario, nero ed irregolare; dai trasporti alla scuola e alla formazione». Una prima assemblea unitaria di preparazione allo sciopero è stata convocata per lunedì 14 novembre a Pescara. Sul tavolo l'insieme dei problemi regionali, la piattaforma nazionale e regionale dello sciopero del 25. Si parlerà molto anche del rapporto dei sindacati con la Regione, verso la cui azione sono critici soprattutto Cisl e Uil. Per toccare con mano la gravità della situazione è sufficiente scorrere le cifre che ha dato recentemente il Comitato per l'occupazione che siede a Palazzo Chigi. A giugno 2004 le vertenze abruzzesi all'esame del comitato Borghini erano sei per un totale di 2.103 addetti, con 80 esodi e 880 in Cigs. La regione è la quarta in Italia per numero di vertenze arrivate sul tavolo nazionale. Al primo posto è il Lazio (16 aziende con un totale di 3.301 addetti), segue la Campania (13 aziende con 3.590 addetti) e la Calabria (11 aziende con un totale di 1.717 addetti); segue l'Abruzzo a parità con la Puglia con sei vertenze. Ma si tratta solo della punta dell'iceberg, perché non tutte le vertenze arrivano sul tavolo romano e perché da giugno a oggi si è allungato l'elenco delle aziende entrate in crisi, o che hanno denunciato un aggravamento della crisi, dalla Golden Lady di Gissi, allo stabilimento Crodo di Sulmona.

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