GIULIANOVA. A Giulianova sono non pochi ad interrogarsi sul futuro della biglietteria della stazione ferroviaria. Su richiesta da parte di una delegazione composta da Laura Ciafardoni e da Flaviano Montebello ieri ad Ancona l'ingegner Di Giacobbe di Trenitalia ha assicurato il servizio di biglietteria anche per la mattinata della domenica, mentre nel pomeriggio provvederà lo sportello della società "Sistema". L'intervento si è reso necessario dopo che, a causa del mancato funzionamento della biglietteria ad agosto, si sono registrate molte lamentele dell'utenza.
Risolto il problema dei prossimi mesi, rimane la preoccupazione di fondo per il futuro della stazione di Giulianova. Infatti le direttive della società prevedono la lenta ma inesorabile soppressione delle biglietterie, anche in scali di rilievo come Giulianova. Tra l'altro, alla biglietteria giuliese a breve andrà in pensione uno dei quattro addetti e ciò rappresenterebbe un altro punto di debolezza.
Insomma, non c'è pace per quello che è considerato non solo lo scalo della provincia di Teramo, ma anche dell'Aquila, per quanti devono usufruire della linea ferrata adriatica. «Dopo le nostre proteste, seguite da quelle della Provincia, siamo riusciti ad ottenere una piccola e momentanea vittoria, ma i segnali relativi al futuro del nostro scalo ferroviario sono preoccupanti, e per questo non abbasserò la guardia», afferma il sindaco, Francesco Mastromauro, «ci attendono tempi non facili visto che sono in forse le permanenze dell'ufficio movimento e del posto di polizia ferroviaria. Per evitare la morte della nostra stazione sono disposto a far volantinaggio sia sul piazzale che all'interno dello scalo e, se sarà necessario, anche ad azioni ancor più incisive. Se si dovesse arrivare alla chiusura dei due uffici e della biglietteria, la nostra stazione, principale scalo della provincia a servizio anche di Teramo, sarà solo un fantasma, un luogo abbandonato di cui l'unico presidio di vita sarebbe costituito dal bar. Non è possibile che Giulianova continui a essere mortificata perdendo servizi importanti anche per i Comuni finitimi che gravitano sulla nostra città!».
Alfonso Aloisi