PESCARA-Tiene sempre banco la polemica sui fondi del governo all'Abruzzo. Ieri l'Italia dei Valori è tornata a chiedere chiarezza, stavolta sui finanziamenti per il dopo terremoto. Lo ha fatto con Augusto Di Stanislao, parlamentare dipietrista, mentre Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd ha accusato il centrodestra di aver «bruciato» 512 milioni di euro di opere pubbliche programmate in Abruzzo dal governo Prodi. Per l'Abruzzo- ha detto Di Stanislao- col decreto legge che prevede interventi per la ricostruzione post terremoto, si stabilisce che per il periodo di programmazione 2007-2013, sia destinato un importo non inferiore a 2 miliardi di euro e non superiore a 4 miliardi, utilizzando il fondo strategico per l'economia reale; e 400 milioni da prendere dal fondo infrastrutture. Ma su questi interventi non c'è ancora chiarezza. «Per questo- ha detto il parlamentare dell'IdV- ho presentato un ordine del giorno che è stato approvato anche dalla maggioranza- invitando il governo a fare finalmente chiarezza sulle risorse a favore della ricostruzione dopo il terremoto indicate nel decreto Abruzzo; oggi quelle somme sono da considerare virtuali rispetto al dramma reale. E' invece necessario che vi siano certezze di tempi e risorse». Per Di Stanislao la giunta regionale, invece, non fa altro che spostare l'attenzione sui fondi che l'Abruzzo avrà nei prossimi anni. Al parlamentare dipietrista dà manforte Paolucci segretario regionale Pd. «Altro che finanziamenti all'Abruzzo. Il governo Berlusconi ci ha sottratto qualcosa come 512 milioni di euro, così come è un bluff l'annunciato piano da 6 miliardi di opere pubbliche per la nostra regione. Come risulta dall'allegato infrastrutture del Dpef, di queste somme non c'è traccia, mentre si fa riferimento ad opere finanziate in precedenza per 50 milioni, e a nuovi finanziamenti per 75 milioni di cui 56 milioni destinati alla galleria di sicurezza del Gran Sasso. Nell'elenco ci sono anche i fondi, pari a 200 milioni, già previsti nel decreto per il terremoto. Dunque si realizza appena l'un per cento di quanto annunciato».
Per Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti e vice coordinatore regionale dell'Udc, la polemica sui fondi all'Abruzzo rischia di diventare fuorviante e far dimenticare «ciò che di concreto sta facendo il governo centrale per la nostra regione». Sui fondi Fas, Di Giuseppantonio non ha dubbi. «Ho già parlato diverse volte col governatore Gianni Chiodi, e ho avuto la certezza che verranno utilizzati nella maniera dovuta e secondo le aspettative». In provincia di Chieti serviranno per realizzare il "campus automotive" per l'innovazione tecnologica in Val di Sangro, oltre alla pista ciclabile lungo la costa dei trabocchi da Francavilla a San Salvo. Di Giuseppantonio guiderà oggi una delegazione di duecento delegati abruzzesi che parteciperanno, agli stati generali del Centro che l'Udc ha convocato a Chianciano. Si tratta di amministratori, quadri di partito, «ma soprattutto giovani sui quali- ha detto Di Giuseppantonio- l'Udc in Abruzzo conta molto per rinnovare la classe dirigente regionale. Non vogliamo essere un partito di apparati e di tessere».