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Data: 11/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Prostitute? A Berlusconi saltano i nervi. «Mai pagato per rapporti sessuali». «La D'Addario? Rischia 18 anni di carcere»

SHOW AL VERTICE Il Cavaliere infuriato con un giornalista di El Pais che chiede conto delle feste a Palazzo Grazioli

ROMA. «Presidente, ma visto lo scandalo non ha mai pensato di dimettersi?». E' un giornalista di El Pais a far saltare i nervi a Silvio Berlusconi, tirando in ballo la vicenda delle escort a palazzo Grazioli. Davanti a un imbarazzato Jose Luis Zapatero, replica minacciando.
«Non c'è nessuno giro di prostituzione, sono menzogne, sono stato vittima di un attacco di una persona che ha voluto creare scandalo e comunque anche in quel caso è venuto fuori che non ho mai pagato una donna perché a pagare non c'è gusto e preferisco conquistare». La donna è Patrizia D'Addario, la prima ad aver svelato i festini di palazzo Grazioli. Il Cavaliere non la nomina. La minaccia: «Con i quattro reati di cui è responsabile in totale rischia 18 anni di carcere: non ho ancora deciso se fare causa». E le trenta ragazze che Tarantini dice di avergli portato? «E' venuto ad alcune cene facendosi accompagnare da belle donne, presentandole come amiche o sue conoscenti: alzi la mano chi tra i colleghi qui presenti non pensa che sia piacevole sedersi al tavolo circondato da presenze femminili gradevoli e simpatiche», dice. Poi attacca la stampa. «C'è disinformazione, vedo citate sui giornali cose che non ho mai detto per questo dopo quattro mesi ho fatto partire cause contro L'Unità e Repubblica».
In mattinata, accompagnando i premier spagnolo alle postazioni televisive, il premier scherza: «Vedi, loro sono la parte buona dell'informazione perché sono le televisioni e quindi non cambiano le parole, i giornalisti, quelli cattivi, li vediamo nel pomeriggio». E il primo cattivo è il giornalista di El Pais, reo di una seconda domanda sui danni dello scandalo all'immagine dell'Italia. «Abbiamo tante turiste italiane che hanno prenotato la loro vacanze per il prossimo anno, si vede che lei legge solo L'Unità e Repubblica. Di questo passo si va verso la caduta delle copie, dei lettori e della pubblicità. Così si va verso il fallimento e El Pais dovrebbe saperne qualcosa», ringhia. «E' la risposta di chi è abituato a controllare i media ma almeno siano riusciti a porre una domanda», commenta Miguel Mora, il giornalista che gli ha posto la domanda.
Berlusconi è un fiume in piena. «Invidiosi», dice agli ospiti «noi siamo il Paese dei playboy, di Casanova, degli amatori». Cerca di rimediare alla gaffe del 2008, quando aveva detto che il governo spagnolo era «rosa rosa». «Era solo espressione di ammirazione, è la stampa che cambia le cose». Poi gigioneggia per aver superato il record di longevità di Alcide De Gasperi: «Sono di gran lunga il miglior presidente del consiglio in 150 anni di storia». Secca la replica di Dario Franceschini: «Non sono d'accordo, ce n'è uno che ha fatto più di lui si chiamava Benito Mussolini». «Il miglior presidente resta De Gasperi, mi pongo anche qualche dubbio tra il premier e Camillo Benso conte di Cavour», ironizza Pierferdinando Casini.
Ma torniano al vertice alla Maddalena. In base a cosa il leader del Pdl è convinto di essere il miglior primo ministro della storia patria? «Perché è il popolo a decidere la classifica e nessuno al mondo, dopo un anno di governo, ha l'ammirazione del 68,4% degli italiani».
E Zapatero? Venuto in Sardegna per parlare di immigrazione sorride e non aggiunge una parola alle esternazioni dell'ospite esaltando «il suo senso dell'umorismo». In serata va a visitare villa Certosa.

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