Occhio ai titoli di Stato a lunga scadenza che pagano cedole anche superiori al 4 per cento
MILANO. Non era mai successo: Bot con rendimento negativo. Li compri e ci perdi. Ci perdi perché i rendimenti non compensano le commissioni della banca. Lo scenario potrebbe cambiare, anche rapidamente, ma oggi è così e i "Bot people" il popolo dei Bot è disorientato.
Lo spiega anche Paolo Barrai, analista finanziario e grande animatore di «Mercato libero», un blog che dedica decine di articoli al giorno proprio agli investimenti. Non era mai successo. Come è potuto accadere?
«Accade perché i tassi sono bassi e, comunque, c'è la corsa ad acquistare questi Bot a tre o sei mesi. A comprare sono soprattutto le banche, ma anche investitori che non sanno dove mettere il denaro. E allora lo mettono in Bot come in un parcheggio». Invece cosa dovrebbero fare?
Informarsi. «Dovrebbero informarsi. E' indispensabile. Anche la signora di 70 anni, se ne ha voglia, può imparare qualcosa. Adesso siamo a un bivio. Potrebbe arrivare un'alta inflazione o potremmo cadere ancora in depressione. Non sappiamo che cosa potrebbe succedere e anche gli scenari degli investimenti potrebbero cambiare».
Dove mettere i soldi. «In un conto deposito per qualche mese. Ci sono banche, anche italiane, che per qualche mese offrono rendimenti del 3% per i denari lasciati sul conto corrente. Potrebbe essere una soluzione in attesa di novità».
Cosa evitare. «Vanno evitate le obbligazioni a tasso fisso». Anche se ieri il bond Enel è andato a ruba? Ci sono state richieste per 20 miliardi di euro in un'ora. «Le grandi imprese emettono bond a più non posso. Lo hanno fatto Enel, Eni, Generali, Fiat e Banca Intesa. A giorni aspettiamo Telecom. Lo fanno di gran fretta perché offrono rendimenti discreti a tasso fisso, ma a scadenza troppo lunga. Se arriva l'inflazione e i tassi salgono, i bond a tasso fisso perdono valore».
Il piccolo risparmiatore. «Ha interessi opposti rispetto alle imprese, si deve comportare diversamente. La Fiat vuole finanziarsi spendendo il meno possibile. Mentre chi investe vorrebbe un rendimento alto. Adesso Fiat ha emesso un bond a 5 anni che rende oltre il 7%. Ad occhio può sembrare un buon investimento, ma se arriva l'inflazione i tassi salgono, il valore di quel titolo potrebbe scendere».
Occhio alla scadenza. Ci sono i titoli di Stato, a scadenza lunga. Pagano cedole interessanti, anche sopra il 4%.
«Ma scadono nel 2034. E uno si deve impegnare a tenere bloccati i soldi in un titolo che scade fra 25 anni? In 25 anni possono succedere troppe cose, è una data troppo lontana. Con i titoli di Stato mi fermerei ai 2 o 3 anni».
Oro e altre materie. E se si comprano le materie prime? L'oro ha toccato i 1000 dollari l'oncia. «Se sale l'inflazione diventa interessante. L'oro non perde valore. Ci sono strumenti finanziari, magari un po' complicati, che replicano il prezzo delle materie pri me, dell'oro al petrolio. Ma bisogna essere un po' informati perchè sennò si rischia grosso».
C'è sempre la Borsa.
«Con tutti i rischi che comporta. Magari continua a salire per 12 mesi, però per avvicinarsi adesso al mercato azionario serve un po' di educazione finanziaria».
Casa? Pochi affari. «Al limite uno si compra la prima casa, visto che i tassi sono bassi. Ma il mercato immobiliare è sceso, non vedo grossi affari».