Iscriviti OnLine
 

Pescara, 26/04/2026
Visitatore n. 753.465



Data: 11/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Italia, peggior Pil d'Europa La Bce vede una lenta ripresa. Si registra il record negativo da trent'anni

ROMA. Il peggiore d'Europa. Crolla il Pil italiano e rotola in coda a Eurolandia registrando il dato più brutto da trent'anni a questa parte. L'Istat conferma che il prodotto interno lordo nel secondo trimestre scivola del 6% rispetto ad aprile-giugno 2008 e di mezzo punto sul primo trimestre dell'anno. Va meglio nel resto d'Europa dove il calo è stato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e del 4,7% sul secondo trimestre 2008. Se i prossimi trimestri non cambieranno, la marcia indietro dell'economia italiana dovrebbe fermarsi su un -5,1% finale. Con dati così negativi appare fuori luogo enfatizzare una ripresa lontana. Infatti, la Banca europea conferma che il Pil dell'Eurozona potrebbe registrare variazioni negative anche nel 2010. Anche se la Bce ha rivisto al rialzo le proiezioni il tasso annuo di variazione del Pil sarà comunque negativo fra il 4,4% e 3,8%. La Bce prevede una ripresa «graduale e discontinua».
L'Istat nel secondo trimestre del 2009 conferma che, in termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono diminuite del 3%, e dell'1% il totale delle risorse. In calo anche l'export del 3,7% e gli investimenti fissi del 2,9%. L'analisi sull'apporto dei diversi settori produttivi al Pil, conferma la situazione di crisi e arretramento. Il valore aggiunto dell'industria è diminuito, nel secondo trimestre, del 17,7% rispetto allo stesso periodo del 2008. Calano anche i settori delle costruzioni (-5.9%), dell'agricoltura (-3,5%) e dei servizi (-2,3%). In questo settore forte è la flessione del commercio, alberghi e trasporti. In sofferenza anche (-2%) i consumi delle famiglie.
In Europa l'occupazione sta diminuendo, segnala la Bce, dopo il picco del 9,5% di senza lavoro registrato a luglio. Inoltre, cresce l'allarme per i conti pubblici. Tutti i paesi dell'area euro, ad eccezione di Cipro, Lussemburgo e Finlandia, «registreranno disavanzi pubblici superiori al valore di riferimento del 3% del Pil nel 2009» e la tendenza sarà confermata anche per il prossimo anno. Per l'Italia la Banca europea cita le previsioni di medio termine di fonte governativa secondo le quali il rapporto tra deficit e Pil dovrebbe salire da un livello leggermente inferiore al 3% del 2008 al 5,3% del 2009 e al 5% del 2010.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it