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Pescara, 26/04/2026
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11/09/2009
Il Messaggero
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Utili ai lavoratori, Sacconi avverte: «Due mesi per trovare un accordo» Il ministro ottimista sul confronto, ma Confindustria e Cgil mettono subito il veto |
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"Tute blu", la trattativa non parte: la Fiom abbandona il tavolo
ROMA Tavoli aperti: si incomincia a trattare. Anzi, no. Perchè quello al ministero del Welfare sulla partecipazione agli utili dei lavoratori proseguirà in chiave tecnica; il secondo, quello sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici, è stato aperto e subito rinviato. La diplomazia sindacale, imprenditoriale e governativa spiega che i due negoziati sono soltanto all'inizio; fonti più pragmatiche fanno sapere che il tavolo organizzato dal ministro Sacconi non produrrà alcun accordo e che a quello tra Federmeccanica e "tute blu" le parti sono sostanzialmente a bocce ferme. Il titolare del Welfare ostenta fiducia: «Io sono ottimista perchè tutti si sono detti disponibili al negoziato. Comunque tra due mesi tireremo le somme e se dovesse, malauguratamente registrarsi incomunicabilità, ne prenderemo amaramente e comunicherò al Parlamento di attendere l'esito del tavolo». E poi? La partita sulla partecipazione dei lavoratori agli utili delle imprese potrebbe passare a Montecitorio e palazzo Madama. Ipotesi assai probabile perchè ieri, nella sostanza, Confindustria e Cgil hanno ribadito il loro «no», confermando l'asse, pure se anomalo, che si è creato tra loro. Guglielmo Epifani: «La priorità è la crisi, questa ideologia degli utili non va bene». Stop. Giorgio Usai, direttore delle relazioni industriali di viale dell'Astronomia: «Siamo disponibili a favorire un minor peso del fisco nella distribuzione degli utili o di azioni, non si pensi a fare un grande accordo sulla partecipazione agli utili perchè non è il nostro obiettivo». Secondo stop. «Cogestione»? Confindustria e Cgil leggono questo termine con il fumo negli occhi. Con buona pace di Raffaele Bonanni e Renata Polverini che vorrebbero, invece, una partecipazione più diretta e significativa (sotto varie forme) alla vita delle imprese. Dice il leader della Cisl: «Vogliamo un sistema che ci permetta di guadagnare e contare di più e spero che tutto il sindacato, come una sola persona, giochi questa carta sino in fondo». «Il vero nodo - precisa la first lady dell'Ugl - è partecipare ai consigli di indirizzo e sorveglianza, non di amministrazione». La Uil non sembra affascinata dal dibattito. In panne anche il confronto sul contratto dei metalmeccanici. Normale: era il primo appuntamento e poi i sindacati si presentavano con piattaforme separate (da una parte Fim, Uilm e Ugl; dall'altra la Fiom). La stessa Fiom ha abbandonato il tavolo. La trattativa riprenderà il 17 settembre in delegazione ristretta e poi proseguirà, in plenaria, il 23 e 29 settembre. Intanto lunedì la Cgil riunirà gli organismi direttivi per decidere eventuali azioni di lotta. Immediata la risposta del direttore di Federmeccanica, Roberto Santarelli: «Se la Fiom farà scioperi si autoescluderà dal tavolo». Controreplica di Epifani: «E' un segnale molto preoccupante non aver tenuto conto delle aperture della Fiom. Temo che questo avrà delle conseguenze».
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